domenica 26 ottobre 2008

'ndrangheta toscana

Leggi articoli del 26 Ottobre 2008 pag.1-2 L'UNITA', PAG. 3 IL GIORNALE
LA TOSCANA NON E' TERRA DI MAFIA MA LA MAFIA C'E' E NON
DOBBIAMO ABBASSARE LA GUARDIA.

PROSPETTIVE 2008
A cura della Fondazione Antonino Caponnetto

<< FALLIMENTOPOLI il Tribunale non fermò Puliga>>

Leggi articoli del 25 Ottobre 2008 pag.1-La Nazione, pag.2 L'Unità, pag.3 Il Giornale.

mercoledì 22 ottobre 2008

COMITATO D'AFFARI...."FALLIMENTOPOLI"...

Inchiesta sulla sezione fallimentare del tribunale di Firenze

"ROBA NOSTRA"

"Giudice e professionisti si spartivano i compensi"

Degli Ispettori del Ministero di Giustizia del 14 Aprile 2003

martedì 2 settembre 2008

NON CALPESTATE LA COSTITUZIONE

Costituzione della Repubblica Italiana
Art.3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.............
Difendiamo la costituzione
REFERENDUM DAY

lunedì 1 settembre 2008

Perché ho fatto questo blog.

Questo è un blog nato per scopi di informazione
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI
DELL'UNIONE EUROPEA
Articolo 11
Libertà di espressione e d'informazione

1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.

Questo blog è stato creato personalmente con l’obbiettivo di informarsi e informare, per aprire sul Mugello una finestra che parli di giustizia di legalità di lotta alle mafie.
La mia vicenda giudiziaria deve essere il punto di riferimento del coraggio e della capacità di reagire all’illegalità.

Non dobbiamo avere paura dell’azione dei malvagi, ma del silenzio degli onesti
Martin Luther King

Informarsi ed Informare

Queste due azioni rappresentano la strada, da percorrere insieme nella ricerca della informazione vera, per vivere la realtà del territorio Locale, Provinciale, Regionale e Nazionale.
***********
"Per conoscer bene una verità bisogna averla combattuta."
Novalis
**************
Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.
George Bernard Shaw

Voglio ringraziare tutti i visitatori di questo blog, per la loro attenzione, un ringraziamento particolare a chi lascerà suggerimenti e idee….. per lavorare insieme per la legalità e contro le mafie. Pietro Tagliaferri
******
VISITATE IL SITO E LEGGETE I POST CHE RIGUARDANO IL MUGELLO
*****
*****
*****
*****
*****


lunedì 18 agosto 2008

“Ecco la cupola”.



Dal blog di UGUALE PER TUTTI
di Antonio Massari(Giornalista)

lunedì 11 agosto 2008

“Ecco la cupola”. L’ultimo affondo di De Magistris.
da La Stampa del 9 agosto 2008
Il pm chiude l’inchiesta “Toghe lucane”. Tra i 33 indagati politici e carabinieri. Una cupola giudiziaria.
«Condizionavano le pubbliche amministrazioni e interferivano sull’Ordine giudiziario, sul Csm e sul ministero».
Il pm di Catanzaro Luigi De Magistris, punito e trasferito dal Csm, chiude l’inchiesta «Toghe Lucane» con un lungo elenco di indagati – ben 33 – e pesanti accuse alla magistratura.
E’ il suo ultimo atto da pubblico ministero prima di trasferirsi a Napoli con funzioni di giudice.

sabato 19 luglio 2008

Grazie Paolo !

Dal Blog UGUALE PER TUTTI
sabato 19 luglio 2008
19 luglio 1992, sedici anni fa.
Grazie Paolo ! Per quello che hai fatto, per quello che sei stato, per quello che sei e sarai sempre !
Grazie Agostino (Catalano), Emanuela (Loi), Vincenzo (Li Muli), Walter Eddie (Cusina) e Claudio (Traina).
Sarete sempre nei nostri cuori e sarete sempre il nostro motivo per andare avanti.
Per ricordare Paolo, vi riproponiamo una bella intervista a Manfredi, suo figlio, che abbiamo riportato a questo link.
E vi segnaliamo il video di un incontro di Paolo con gli studenti dell’Istituto professionale di Stato per il commercio “Remondini” di Bassano del Grappa il 26 gennaio 1989.
E’ un video lungo (dura 1.35), ma è molto bello, incisivo, didascalico. Paolo affronta tutti i temi fondamentali intorno al tema della legalità.
Con lui c’è il prof. Enzo Guidotto, Presidente dell’Osservatorio veneto sul fenomeno mafioso e Consulente della Commissione Parlamentare Antimafia.
Il video è a questo link. E’ possibile scegliere in che formato vederlo ed è possibile anche scaricarlo per vederlo quanto si può, un pezzettino alla volta, e conservarlo.

mercoledì 2 luglio 2008

La tolleranza alla corruzione


2 Luglio 2008 Il Governo, con il decreto legge sulla manovra, sopprime l’Alto Commissario per la prevenzione ed il contrasto della corruzione ed altre forme di illecito all’interno della pubblica amministrazione.Il fatto è gravissimo, e risulta perfettamente in linea con la totale assenza di volontà da parte della maggioranza di stigmatizzare e punire la corruzione, derubricando la cancellazione come "riduzione di organismi collegiali". La cancellazione è il segnale dell’endemica tolleranza e convivenza con la corruzione, che ha caratterizzato la vita politica dei governi Berlusconi. Dalla depenalizzazione del falso in bilancio ai due emendamenti salva-premier, assistiamo sconcertati all’abuso delle leggi ad-personam: questa volta le due astuzie condurranno il Presidente del Consiglio alla prescrizione, sospendendo i processi per reati ritenuti, solo dal governo, "minori" quali estorsione, associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta, frodi fiscali, falsificazione di documenti pubblici, corruzione, corruzione in atti giudiziari, abuso d'ufficio, peculato, rivelazione di segreto d'ufficio, truffa comunitaria.

Grazie Clementina


30 Giugno 2008

La notizia che il CSM ha assolto in questi giorni la GIP Clementina Forleo dall’accusa di comportamenti illeciti nell’uso delle intercettazioni telefoniche su UNIPOL dimostra che chi non ha nulla da temere perché lavora con serietà e onestà non può che alla fine avere ragione. Esprimo soddisfazione per il pronunciamento del CSM che mi auguro ponga fine ad accuse denigratorie nei confronti di un servitore dello Stato.Invece di ringraziare la dott.ssa Forleo per l’operato svolto e per aver scoperto i furbetti del quartierino mentre scalavano la finanza italiana e il più grande giornale del nostro paese si sono spesi fiumi di inchiostro per denigrarne l’operato con accuse infamanti e gossip personale. Si è dipinto un magistrato della Repubblica Italiana come una persona socialmente pericolosa tale da richiedere la tutela.Di fronte ad una sentenza come quella del CSM qualcuno dovrà cospargersi il capo di cenere, mentre dobbiamo ringraziare chi continua ad assolvere al proprio dovere di servitore dello Stato a testa alta.

domenica 25 maggio 2008

Non sono morti

Scritto da Emiliano Morrone e Salvatore Borsellino
venerdì 23 maggio 2008 15:21

Sedici anni fa rinasceva Giovanni Falcone, come oggi. Non provochiamo: ricordiamo lui, la moglie, la scorta, Capaci, Paolo Borsellino e gli altri santi che morirono in Via D'Amelio.
Oggi la stampa manco rievoca la strage del 23 maggio 1992. Ha cambiato strategia: non c'è una sola riga su Capaci, sulle pagine del {Corriere} e di {Repubblica} di stamani. Salvo, sul primo, una dichiarazione del guardasigilli Alfano, che annuncia l'edificazione di nuove carceri in nome di Falcone (!).Leggi tutto...

giovedì 8 maggio 2008

Metamorphoseis è un’occasione di crescita per ognuno di noi e per tutti insieme.



L’affermazione della cultura della legalità e la lotta alle mafie, a tutte le criminalità organizzate e agli abusi di potere.

lunedì 28 aprile 2008

ritroviamo l'onore

mercoledì 23 aprile 2008

25 APRILE 2008- VICCHIO FIRMIAMO PER LIBERARE L'INFORMAZIONE




lunedì 7 aprile 2008

Il precedente Napolitano

dal blg UGUALE PER TUTTI
di Marco Travaglio(Giornalista)Da L’Espresso del 10 aprile 2008

Nel loro tour elettorale in Calabria, Veltroni e Berlusconi hanno detto lodevoli cose contro le mafie.Ma nemmeno una parola sui furti di denaro pubblico scoperchiati dal pm Luigi De Magistris, recentemente punito dal Csm unanime con la censura e il trasferimento di sede e di funzione.Solo Di Pietro ha solidarizzato con lui, offrendogli pure una candidatura che il pm ha declinato.Da quando la sua sentenza è stata depositata, politica e magistratura l’hanno accolta con uno strano silenzio.Eppure il giudice Felice Lima la smonta punto per punto su “Micromega” e un bel libro fresco di stampa, “Il caso De Magistris” di Antonio Massari (ed. Aliberti), dimostra che è basata addirittura su un falso.Uno degli addebiti che sono costati la condanna al pm è l’iscrizione segretata di due indagati eccellenti: il Sen. Avv. Giancarlo Pittelli (Fi) e il generale Walter Cretella.Anziché annotare i due nomi sul registro, De Magistris custodì l’atto d’iscrizione in cassaforte, riservandosi di riportarlo sul libro della Procura in un secondo momento.Motivo: Pittelli, indagato e difensore di Cretella, è intimo amico del procuratore Mariano Lombardi. Il figlio della convivente del procuratore è addirittura socio di Pittelli.E De Magistris ha denunciato il suo capo alla Procura di Salerno, accusandolo di aver informato Pittelli delle indagini su altri clienti del Sen. Avv..Il Pg della Cassazione Vito D’Ambrosio, chiedendo al Csm la condanna di De Magistris, ha affernato: “Io non ho mai visto un atto secretato con la chiusura in armadio blindato dell’ufficio. Non solo, nego che ci possa essere”.Ma, come risulta dallo scoop di Massari, quell’iscrizione blindata ha un precedente illustre che riguarda proprio il presidente del Csm che ha condannato De Magistris: il capo dello Stato Giorgio Napolitano.Nel 1994 i pm napoletani Rosario Cantelmo e Nicola Quatrano raccolgono una testimonianza su un presunto finanziamento illecito di 200 milioni di lire alla corrente migliorista del Pci guidata da Napolitano.È solo una voce, ma i pm hanno l’obbligo di verificarla e di iscrivere Napolitano sul registro degli indagati.Cosa che fanno, ma in via riservata per evitare fughe di notizie destabilizzanti.Come?Con un atto sigillato e blindato in cassaforte, collegato a una sigla in codice annotata sul registro degli indagati.E bene fanno: la notizia si rivelerà non provata.Il Csm non si sognerà mai di punire i due pm, che han garantito i diritti dell’indagato e la riservatezza delle indagini.Proprio come ha fatto De Magistris, che però non temeva talpe esterne, ma interne. Lui però l’hanno punito.Intanto, vedi ultima puntata di “Report”, i furti di denaro pubblico in Calabria continuano.Ma tutti i politici indagati da De Magistris sono stati ricandidati, dal Pd e dal Pdl: torneranno felicemente in Parlamento.

mercoledì 2 aprile 2008

Sette televisioni e tre giornali

Dal blog di Beppe Grillo La marcia del V2-Day

Sette televisioni e tre giornali



In Italia comanda, decide, ordina la disinformazione. Sette televisioni e tre giornali si sono sostituiti alla democrazia. Tutto quello che non sapete è vero. Quello che sapete è ciò che vuole il Sistema. Non c'è bisogno della polizia o delle leggi speciali per vivere in un regime. E' sufficiente il controllo dell'informazione. I media sono il primo obiettivo in qualunque colpo di Stato.L'Italia non sa più nulla. Non riesce più a giudicare. E' schizofrenica. La realtà e l'informazione che riceve sono due cose diverse, contrapposte. E' un pugile in stato confusionale, che non sta più in piedi, con l'assistente all'angolo del ring che gli grida che va tutto bene. Non essere o sapere? Questo è il dilemma.Non siamo padroni della nostra vita perchè non sappiamo. Sette televisioni e tre giornali. RAI1, RAI2, RAI3, Canale 5, Italia1, Rete4, La7, il Corriere della Sera, la Repubblica, la Stampa. Il nostro Governo, il nostro Parlamento, i nostri occhi sono loro. I magnifici 10. I nomi dei direttori sono importanti, ma fino a un certo punto. Riotta, Mazza, Giordano, Liguori, Fede, Piroso. A chi rispondono questi signori? Che interessi rappresentano? Leggi tutto l'articolo

Il “caso De Magistris” e l’indipendenza della magistratura

dal blog di UGUALE PER TUTTI

di Felice Lima(Giudice del Tribunale di Catania)

Il “caso De Magistris” e l’indipendenza della magistratura

Abbiamo appreso ieri che il Ministro Scotti ha impugnato la sentenza del C.S.M. nei confronti di Luigi De Magistris, per la parte in cui lo ha assolto da alcune delle incolpazioni mossegli.Ho scritto in un lungo articolo pubblicato in questi giorni su Micromega le ragioni per le quali la parte di quella sentenza che mi appare da riformare sia quella della condanna e non certo quella dell’assoluzione. Leggi tutto l'articolo

Lentamente ritorna, Mastella.

Dal blog di Aldo Pecora

Ieri ho sperato che la notizia dell’archiviazione della posizione di Mastella nell’indagine Why Not fosse un pesce d’aprile. Ci ho sperato, ma la speranza in Calabria è già morta. La Procura generale di Catanzaro ha effettivamente archiviato tutto il capitolo riguardante l’ex guardasigilli.E’ il preludio della disintegrazione chirurgica dell’indagine, che dopo essere stata tolte a De Magistris è stata affidata ad un apposito pool di magistrati.

Tutti i nomi della lista Vaduz


Tutti i nomi della lista Vaduz




IL SOLE 24ORE 28 marzo 08
di Umberto Lucentini e Marco Ludovico

La lista italiana del Liechtenstein è pubblica. Le 157 posizioni, a cui corrispondono 390 nominativi e un ammontare complessivo di 1,3 miliardi (1.337.250.000) sono stati resi noti ieri. Leggi articolo vedi lista a fine articolo.

sabato 29 marzo 2008

Marco Travaglio

Dal sito Italia dei Valori San Giuliano in Campagna (NA)
MICROMEGA -
TRAVAGLIO
Speciale elezioni

Marco Travaglio: con Di Pietro, per fare i guastafeste.
di Marco Travaglio


Due anni fa votai per l’Italia dei Valori, soprattutto perché nel mio Piemonte candidava Franca Rame, persona straordinaria che sono felice di aver contribuito a mandare al Senato.
Credo proprio che anche stavolta tornerò a votare per il partito di Antonio Di Pietro. Leggi tutto l'articolo

venerdì 28 marzo 2008

Se li conosci li eviti
di Travaglio Marco; Gomez Peter

"Mi sono battuto fino all'ultimo perché Enzo Biagi restasse alla Rai." Silvio Berlusconi, febbraio 2008; "Non penso affatto di presentarmi come leader del centrosinistra." Walter Veltroni,gennaio 2006; "Voglio che sia a tutti chiaro che non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi." Gianfranco Fini, novembre 2007; "Italia, Italia, vaffanculo!" Mario Borghezio, luglio 2005; "Veltroni leader del Pd? Non finché io vivo." Massimo D'Alema, giugno 2006; "Un uomo, con il mio curriculum, l'avrebbero già fatto presidente della Repubblica." Anna Finocchiaro, maggio 2005. La carta d'identità dei nostri 'rappresentanti' e la storia di quello che hanno detto e hanno fatto. Per capire quello che potranno fare. Luogo e data di nascita, curriculum, segni particolari, fedina penale, assenze in Parlamento e frasi celebri. Il momento peggiore della nostra vita repubblicana. Basta leggere questo libro. Che è utile avere come guida non solo al Parlamento, ma anche all'Italia sfibrata e stravolta di questi anni. Sono più di 150 politici. Vecchi e nuovi. Con una piccola schiera di virtuosi (o quasi) che hanno diritto alla citazione. Sono pochi e si notano di più. Non perdiamoli di vista . Quelli che…
Un “manuale di pronto soccorso” per aiutare gli elettori a scegliere il meglio, o il meno peggio, tra le liste dei candidati, anzi dei parlamentari nominati dai partiti grazie al Porcellum. Il sottotitolo parla da sé: “Raccomandati, riciclati, condannati, imputati, voltagabbana, fannulloni nel nuovo Parlamento”. Gli “impresentabili” sono circa 150, di tutte le liste, scelti per categorie...

martedì 25 marzo 2008

Firenze inchiesta su aziende agricole

Dal sito di Antimafia Duemila

Firenze indaga Sullo sfondo una truffa sui fondidella Ue Torna a Firenze l´inchiesta sull´acquistodi aziende agricole in Mugello con denaro di provenienza illecita.

DOMENICA, 25 NOVEMBRE 2007 Pagina V -

Firenze Inchiesta su aziende agricoleIL CASO Soldi sporchi in Mugello

Firenze indaga Sullo sfondo una truffa sui fondi della Ue Torna a Firenze l´inchiesta sull´acquisto di aziende agricole in Mugello con denaro di provenienza illecita. Da qui l´inchiesta era partita, o meglio aveva dormito sonni profondi, nonostante le approfondite indagini del Gico della Guardia di Finanza, per poi confluire nel procedimento del pm di Catanzaro Luigi De Magistris sulla truffa dei fondi della Comunità Europea destinati all´olivicoltura in Calabria e dirottati a tutt´altri fini. Sotto inchiesta era finito, fra gli altri, un funzionario del dipartimento agricoltura della Regione Calabria, Giuseppe De Sensi, che lunedì è stato condannato in abbreviato dal gup di Catanzaro a un anno e tre mesi per truffa aggravata. Suo padre Antonio e suo fratello Domenico sono accusati di riciclaggio, per aver usato parte dei fondi Ue acquisiti illecitamente dal loro congiunto per acquistare nel ´99 e nel 2001, a due aste giudiziarie del tribunale di Firenze, due aziende agricole a Vicchio del Mugello, versando l´equivalente di circa 800mila euro. Sul reato di riciclaggio il giudice di Catanzaro si è dichiarato incompetente, disponendo la trasmissione degli atti a Firenze. «La condanna per truffa conferma che in Toscana vi è stato riciclaggio di denaro sporco», commenta l´avvocato Roberto D´Ippolito, parte civile per l´ex proprietario di una delle due aziende: «Ora ci aspettiamo che la procura di Firenze vada a fondo».
LA REPUBBLICA EDIZIONE FIRENZE 25 NOVEMBRE 2007

mercoledì 19 marzo 2008

La legalità e le nuove forme di corruzione. Il conflitto d’interesse.

Dal blog di Ferdinando Imposimato-

Il conflitto d’interesse è la situazione apparentemente “legale” in cui viene a trovarsi un governante, un amministratore, un banchiere, un politico o un giudice, che anziché fare l’interesse pubblico nella sua attività istituzionale, cura il suo interesse privato o quello di amici e prestanomi. Leggi L'articolo.

Prima di non votare, pensate a chi ha sacrificato la vita per la nostra libertà di farlo.

Dal sito web Italia Dei Valori Forli-Cesena
di Federico Balestra - Lunedì 17 Marzo 2008

«Uccidete pure me, ma l’idea che è in me non l’ucciderete mai»(Giacomo Matteotti - Fratta Polesine, 22 maggio 1885 – Roma, 11 giugno 1924)



Per secoli gli uomini hanno lottato per avere il diritto di scegliere da chi essere governati. E dall’antica Roma che il mondo vede lotte intestine per avere il diritto di votare.L’intera rivoluzione francese si basa sul concetto di “diritto” e di “uguaglianza”.Ora, qualcuno dirà in parte, li abbiamo ottenuti a costo di migliaia di vittime.Oggi, nel 2008, ci sono ancora dittature in varie parti del mondo. Gli abitanti di questi paesi forse non potranno mai liberamente scegliere chi votare. Tuttavia donne e uomini lottano in queste zone per poter votare ed essere liberi tramite movimenti sovversivi, governi in esilio o eserciti partigiani.
La democrazia nel nostro paese è stata riportata in Italia da uomini provenienti da tutto il mondo: non solo dai partigiani o dai soldati italiani fedeli al Re, ma anche da migliaia di americani, indiani, inglesi, pakistani, polacchi e scozzesi.Uomini che hanno sacrificato la loro vita per distruggere il nazismo e la dittatura fascista dall’Europa. Per ridarci la libertà di pensare, scrivere e votare.
No, Beppe, questa volta sei nel torto su tutta la linea. La tua rivoluzione da salotto è un enorme errore.Rinunciare al voto significa abbandonare la propria cittadinanza, rinunciare alla critica, disfarsi di migliaia di morti sull’altare della nostra libertà. Libertà che nella maggior parte dei casi i morti non hanno visto realizzata. Leggi tutto l'articolo.

COSA E' L'UDC

Dal sito web Parteciparetusa.com
Scritto da Administrator
domenica 16 marzo 2008


COSA è L'UDC

E' bello ogni tanto cercare informazioni per scrivere un articolo,stai li sul tuo computer tra pagine e pagine in internet,vai a parlare con la gente,telefoni,cerchi di capire con i pochi strumenti che hai e quando ci riesci provi una bella soddisfazione. Ci sono altre volte invece in cui tutto sembra troppo facile e noioso. Provate a scrivere su internet UDC-SICILIA-MAFIA e vedrete la quantità di informazioni che ne viene fuori..non mi resta infatti che mostrarvene alcune,tanto per capire chi avete davanti quando parlate con qualche finto puritano ,ex-democristiano dell' UDC . Leggi tutto l'articolo

Basta col clientelismo nella Pubblica Amministrazione

dal sito web di Sivana Mura idv.

Il clientelismo è uno dei mali maggiori che affligge la politica.

Consiste nel favorire persone non sulla base del merito, ma su quella della tessera politica. Una pratica che si sviluppa negli enti pubblici e che va a tutto danno dei cittadini. Uno dei settori in cui questo malcostume ha provocato più danni è quello della sanità.

Un’inchiesta condotta dai Nas in tutta Italia sullo stato degli ospedali nazionali ha prodotto risultati sconcertanti.417 strutture su 854 visitate non sono risultate a norma e sono state sanzionate, con un totale di ben 778 denunce contro direttori sanitari e amministratori.
Il sud è il buco nero della sanità con il primato che spetta alla Calabria, regione in cui 36 strutture su 39 sono risultate irregolari. Gravi problemi sono stati riscontrati anche al Nord e al Centro Italia.
Basti pensare che in una regione considerata al di sopra di ogni sospetto come la Toscana un ospedale su due non è risultato a norma.
Se un ospedale non rispetta le regole per quanto riguarda l’igiene, la funzionalità dei macchinari e la preparazione del proprio personale, mette a rischio la salute, e a volte anche la vita, di chi vi si reca per curarsi.
Le cronache dei giornali sono piene di notizie di persone di tutte le età che entrate in ospedale per curare malattie banali non ne sono più uscite.
A tutto questo è arrivato il momento di dire basta! Leggi tutto l'articolo

domenica 16 marzo 2008

Andò e tornò

Dal sito dell'Espresso
di Marco Travaglio

Andò e tornò
La scelta di far scrivere a Salvo Andò, ex ministro craxiano, il programma di Anna Finocchiaro per le elezioni in Sicilia fa storcere il naso a molti elettori: ecco perché

La sede dell'Assemblea SicilianaGià la decisione del Pd di preferire Anna Finocchiaro a Rita Borsellino come candidata a governatore di Sicilia, senza passare per le primarie (vinte dalla Borsellino nel 2006), ha causato qualche maldipancia tra gli elettori. Ma i dolori di stomaco sono decisamente aumentati quando s'è appreso dalla stessa Finocchiaro, intervistata da 'Repubblica Tv', che il suo programma lo sta scrivendo un trust di cervelli guidato da Salvo Andò. Alcuni spettatori di buona memoria hanno protestato on line. E la Finocchiaro è sbottata: "Andò è una persona di grande livello culturale, un cultore di diritto pubblico. Non capisco.".Leggi tutto l'articolo.

giovedì 13 marzo 2008

!!!!Lottiamo contro lo strapotere delle banche!!!!!

Ribelliamoci allo strapotere delle banche, Elio Lannutti presidente di Adusbef lo fa da 20 anni. Oggi è candidato come indipendente nell'Italia dei Valori, sosteniamolo con il voto.
..."La legalità deve essere rispettata da tutti anche dalle banche...Le banche non possono fare come gli pare....Ribelliamoci allo strapotere delle banche, non entriamo in banca con il cappello in mano"....Guarda il video le sue parole verità sullo trapotere vergognoso delle banche.

mercoledì 12 marzo 2008

Diego Parassole - Le banche

Un comico che racconta la verita che viviamo tutti giorni con le banche.

domenica 9 marzo 2008

ELIO LANNUTTI PRESIDENTE ADUSBEF: ORGOGLIOSO DI CANDIDARMI COME INDIPENDENTE

dal sito di Elio Lannutti


ELIO LANNUTTI PRESIDENTE ADUSBEF: ORGOGLIOSO DI CANDIDARMI COME INDIPENDENTE CON ANTONIO DI PIETRO NELLE LISTE DELL’ ITALIA DEI VALORI AL SENATO IN: LOMBARDIA, VENETO, ABRUZZO, LAZIO,UMBRIA. PER PORTARE IN SENATO LA VOCE DEI CONSUMATORI

Cari consumatorida oltre vent’anni mi batto senza tregua contro truffe ed abusi a danno dei cittadini. Senza mai guardare al colore dei governi, perché i diritti dei cittadini, non hanno un colore politico. Seguendo questo sacrosanto principio, non abbiamo avuto dubbi nell’impugnare in Corte Costituzionale, il decreto “salvabanche” del Governo D’Alema, che voleva sottrarre agli utenti bancari il diritto al risarcimento su pratiche bancarie illegittime,come l’anatocismo. Una fiorente attività di capitalizzazione degli interessi, trimestrale sugli impieghi, annuale sui depositi bancari, vietata dal codice civile ma praticata per oltre mezzo secolo da un sistema bancario arrogante, vessatorio ed insensibile ai diritti dei cittadini, che ha prodotto fallimenti a catena di fiorenti imprese anche a carattere famigliare, così costrette a lavorare per gli esclusivi “interessi” delle banche. Leggi tutto l'articolo

lunedì 3 marzo 2008

Sicilia:Sonia Alfano candidata alla presidenza della regione

Finalmente una notizia bouna dal movimento dei Grilli, Sonia Alfano è candidata per la presidenza della regione Sicilia, per la lista Amici di Beppe Grillo.
Ho avuto occasione di conoscere personalmente Sonia ho partecipato in diversi incontri sulla legalità e lotta alle mafie,dove lei ha sempre portato il suo grande contributo di coraggio edi testimonianza di lotta alla mafia.
Sonia è una donna coraggiosa, decisa, una donna che significa rinnovamento, che significa finalmente persone reali oneste, non compromesse con la casta politica.

Finalmente i Siciliani possono individuare e votare una persona che porterà il vero rinnovamento.
Amici siciliani non sprecate questa occasione per uscire dai tentacoli mafiosi di cosa nostra.

A Sonia tutta la mia stima, e il mio impegno anche se da lontano per la sua campagna elettorale, invitando tutti gli amici siciliani che sono momentaneamente in Toscana per lavoro, a tornare in Sicilia per le elezioni per votare Sonia Alfano, per il rinascimento della Sicilia libera dalle mafie e dalla casta politica corrotta dalla collusione mafiosa.
Insieme a Sonia Alfano per una Sicilia e un Italia libera dalle mafie. Pietro

domenica 2 marzo 2008

Un Primo marzo di resurrezione per la Calabria a Locri











Un Primo marzo di resurrezione per la Calabria a Locri


Sabato 1 marzo 2008 a Locri è stata una giornata storica. Migliaia di persone e centinaia di Enti da tutta Italia hanno sfilato in corteo lungo le strade di Locri testimoniando la Grande Alleanza contro la ‘ndrangheta e le massonerie deviate, per la democrazia e la libertà in Calabria.Ad aprire la manifestazione un SEGNO eloquente che ha parlato a tutti: cittadini, istituzioni, associazioni, strutture di potere. Quattro grandi urne, collocate al centro della strada, con all’interno facsimili di scheda elettorale, riportanti il DECALOGO per un voto libero e responsabile (reperibile sul sito http://www.iovotolibero.it/).I partecipanti sono stati invitati a prelevare la scheda per riappropriarsi simbolicamente del proprio diritto a votare liberamente. Durante il corteo sono state registrate 4.000 persone e si stima che nel corso di tutta la giornata - conclusa in tarda serata con un grande concerto - abbiano partecipato circa 6.000 persone. Leggi tutto l'articolo>div>

giovedì 21 febbraio 2008

“La ‘ndrangheta è come Al Qaeda”

dal sito Rete per la Calabria

SPECIALE ANTIMAFIA - Forgione: “La ‘ndrangheta è come Al Qaeda”



Il seguente “speciale” è stato realizzato da pfls (da “La voce di Fiore”)

Calabria: ’Ndrangheta. Allarme altissimo. Appello del presidente della Commissione Antimafia Francesco Forgione lanciato alla politica e allo Stato, con la sua Relazione - I partiti dovranno fare delle scelte oculate su ogni singolo candidato oppure la Calabria non ce la farà.
[…] ’’Dagli industriali calabresi non abbiamo raccolto alcuna denuncia. Vi sono solo 8 associazioni antiracket nella regione e la cosa grave è che nessuno invita a denunciare. Il vertice della Confindustria della regione è commissariato per altre ragioni e il vicepresidente ha patteggiato per concorso in associazione mafiosa”. E’ questo il duro giudizio espresso dal presidente dell’Antimafia, Francesco Forgione, presentando la relazione dedicata alla presenza della ’ndrangheta in Italia e
all’estero. “Siamo in Calabria ad una situazione ben diversa da quella della Confindustria siciliana. Per due volte abbiamo ascoltato Montezemolo che è loro intendimento espellere gli industriali che pagano il pizzo o si rendono contigui con la mafia però non abbiamo riscontri concreti e la situazione è quella che è” […]ANSA» 2008-02-20 13:47 Leggi tutto l'articolo

’NDRANGHETA: FORGIONE, ALLARME ALTISSIMO, STATO INTERVENGA

mercoledì 20 febbraio 2008

La relazione della commissione Antimafia


lunedì 18 febbraio 2008

“Centrale Rischi Finanziari”


17 Febbraio 2008
Milioni di italiani vittime della CRIF, niente mutuo o prestito per il ritardato pagamento di soli due bollettini di pochi euro


Questo è il testo integrale di un codice deontologico studiato e varato a tutela del sistema bancario e del sistema delle finanziarie, che strozzano l´ormai esausto cittadino italiano, costretto sempre più a ricorrere al sistema del credito. Il codice deontologico in oggetto, osservando alcuni ricorsi sembra una norma alla quale è data più importanza sia in relazione al codice civile che alla stessa Costituzione Repubblicana.LEGGI TUTTO

mercoledì 13 febbraio 2008

Accordo tra ndrangheta e camorra per controllare gli appalti in Umbria


dal quotidiano Nuova Cosenza

Accordo tra ndrangheta e camorra per controllare gli appalti in Umbra:57 arresti, 20 in Calabria, tra di loro l’ass. P. Tripodi, sindaci, vicesindaci e dirigenti. Intercettazioni. Mondo civile indignato

13/02 Una sorta di accordo industriale tra camorra e ndrangheta per impadronirsi delle aziende ''pulite'' presenti in Umbria con le quali poi espandere la capacita', in particolare delle cosche calabresi, di gestire ambiziosi progetti infrastrutturali, anche grazie ai politici ''amici''. A scoperchiare questa pentola maleodorante sono stati i carabinieri del Ros che stamani, al termine di un'inchiesta coordinata dalla Dda di Perugia, hanno eseguito quasi 60 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei presunti appartenenti ad un sodalizio di tipo mafioso collegato al clan camorristico dei Casalesi e alla cosca della 'ndrangheta dei Morabito-Palamara-Bruzzaniti il più forte cartello delle ndrine calabresi. Tra gli arrestati l'assessore al Turismo della Regione Calabria, Pasquale Tripodi, dell'Udeur (al quale, ha annunciato stamani il presidente della Regione, Agazio Loiero, ieri aveva revocato la delega perché passato al centro destra seguendo Mastella). Leggi tutto l'articolo

lunedì 11 febbraio 2008

WHY NOT: “LA FORMA PIU’ AUTENTICA DELLO SCAMBIO DI VOTI”

Dal sito rete per la Calabria

L’ex consigliere regionale Tursi Prato aveva descritto a Luigi De Magistris lo scenario oggi riproposto dai nuovi pm.

«Ricordo che Loiero chiese a Saladino “Tu devi avere contatti con me diretti”»
di Olga Iembo (da Il Domani della Calabria)


CATANZARO— «Lui in più occasioni diceva: “Io sono potente, sono forte, perché io ad amici magistrati gli assumo persone che mi indicano, alcuni parenti, amici, forze dell’ordine, altrettanto, la politica poi non ne parliamo, tutta coperta e via dicendo, gli imprenditori altrettanto… ”». È PinoTursi Prato che parla, raccontando di quanto avrebbe sentito dire ad Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle opere in Calabria e principale indagato di Why not. Tursi Prato, ex consigliere regionale del Psdi (condannato a 6 anni per concorso esterno in associazione mafiosa) ha spontaneamente offerto la propria disponibilità a fornire il suo contributo al sostituto procuratore Luigi De Magistris nell’ambito dell’inchiesta “Why not” e, l’11 ottobre, alla presenza del proprio avvocato Pasquale Latino, testimone di un “più ampio percorso intrapreso dall’ex consigliere”, delinea con esempi concreti un sistema trasversale, vario e composito, fatto di legami forti, di scambi di favori tali per cui «quello che serve a me serve a te, diventa un discorso di interesse reciproco». Leggi tutto l'articolo

lunedì 4 febbraio 2008

ENRICO BERLINGUER


Dal sito Rete per la Calabria
di Eugenio Scalfari
«La Repubblica», 28 luglio 1981

INTERVISTA AD ENRICO BERLINGUER
«I partiti sono diventati macchine di potere»
«I partiti non fanno più politica», dice Enrico Berlinguer.
«I partiti hanno degenerato e questa è l’origine dei malanni d’Italia».

domenica 3 febbraio 2008

Un uomo un esempio per tutti noi

LUIGI DE MAGITRIS «Sono sicuro che la verità verrà fuori».



«I giovani hanno inteso la mia fedeltà alla Costituzione e continuano a battersi per una Calabria libera, un’Italia migliore. Non abbiamo perso»

La società sparente

Presentata a Pesaro la nuova edizione di "La società sparente". Duri Borsellino e Napoli. Interviene De Magistris. Avvocato Siciliano sulla giustizia

«Sono sicuro che la verità verrà fuori». Così il pm Luigi De Magistris il 30 gennaio scorso a Pesaro, durante la presentazione della nuova edizione del libro “La società sparente” (Neftasia Editore, Pesaro, 2007), che racconta la Calabria del malaffare e dell’onorata sanità e la reazione dei movimenti italiani (da Ammazzateci tutti ai Grillini, da Calabria Libre e Gens a Rete per la Calabria e tanti altri) rispetto al trasferimento del magistrato dalla Procura di Catanzaro.
«I giovani hanno inteso la mia fedeltà alla Costituzione e continuano a battersi per una Calabria libera, un’Italia migliore. Non abbiamo perso». De Magistris ha quindi incassato la solidarietà del filosofo Gianni Vattimo, intervenuto a Pesaro, presso la Biblioteca San Giovanni, in qualità di autore della prefazione del libro, definito dal quotidiano La Repubblica «il manifesto politico dei ragazzi calabresi in lotta contro la ’ndrangheta . Leggi tutto l'articolo

giovedì 31 gennaio 2008

L’imputato s’è assolto da solo



31 Gennaio 2008
L’imputato s’è assolto da solo
di Marco Travaglio

Se non fosse l’ingrato che è, il Cainano erigerebbe a sue spese un monumento equestre al centrosinistra, che per la seconda volta gli riconsegna il Paese esattamente come lui l’aveva lasciato. Almeno per i settori che gl’interessano, cioè la giustizia e l’informazione. Pareva brutto cambiare qualcosa, c’era il rischio di offenderlo. Ieri, per esempio, la giustizia ha dimostrato che, volendo, può essere rapida, fulminea: un quarto d’ora di udienza, cinque minuti di camera di consiglio, poi la sentenza del processo Sme-Ariosto bis per i falsi in bilancio Fininvest connessi alle mazzette pagate al giudice Squillante. “Il fatto non è più previsto dalla legge come reato”, nel senso che l’imputato l’ha depenalizzato. LEGGI TUTTO

mercoledì 30 gennaio 2008

Sanità, cresce il legame mafie-politica



Dal sito rete per la Calabria

di Marzia Bonacci(su “www.aprileonline.info)


La relazione della Dda fotografa un sistema di collusione fra criminalità e partiti dove il voto di scambio si fonda sul riconoscimento di subappalti e assunzioni, soprattutto nel settore sanitario. Collaudato il ruolo della camorra nella gestione dei rifiuti in Campania, mentre non si esclude una ripresa dello stragismo da parte di Cosa nostra in Sicilia. Ne parliamo con il presidente della Commissione Antimafia, Francesco Forgione
La relazione annuale della Direzione nazionale Antimafia, guidata da Piero Grasso, non poteva che fotografare una realtà confermatasi anche nelle cronache più recenti. Quella di una contaminazione vischiosa tra politica e criminalità organizzata avente come centro principale di realizzazione il Sud Italia, dove politici, ma soprattutto amministratori pubblici si sono resi protagonisti, in cambio di voti, della cessione di benefici (sottoforma di subappalti e assunzioni in particolare) ai membri, agli affiliati o ai parenti delle famiglie criminali. Non più dunque semplice passaggio di denaro, ma vera e propria compravendita di cariche, ruoli, lavoro per il tornaconto elettorale. Dal documento, infatti, per quel che riguarda la fase delle indagini preliminari e in relazione ad un periodo preciso preso in esame, emerge che il maggior numero di procedimenti aperti sono a Napoli (8), Catanzaro (7), poi Palermo (2) e, con un procedimento ciascuno, Catania, Reggio Calabria, Bari e Lecce LEGGI TUTTO

RICICLAGGIO DENARO SPORCO dalla Calabria al Mugello


CALABRIA
TRUFFE
ALLA COMUNITA EUROPEA

TOSCANA
RICICLAGGIO
DENARO SPORCO

IMMOBILI E FATTORIE
COMPRATE ALL’ ASTE IMMOBILIARI DEL TRIBUNALE DI FIRENZE
CON DENARO SPORCO NESSUNO DEVE SAPERE!!!

LA PROCURA NON VUOLE INDAGARE

QUESTO è UN PENTOLONE CHE NESSUNO VUOLE SCOPERCHIARE
IL DENARO SPORCO ARRIVA IN TOSCANA TRAMITE LA MAFIA DAI COLLETTI BIANCHI
PROFESSIONISTI STIMATI FACCENDIERI E PRESTANOME

La mia Azienda Agricola Moriano Vicchio di Mugello è stata comprata alle aste del tribunale di Firenze riciclando soldi sporchi, da una famiglia calabrese i cui membri sono stati condannati per truffa a danno della Comunità Europea e la Regione Calabria ed hanno continui contatti con pregiudicati per associazione di stampo mafioso ‘ndrangheta.

In questa vicenda che passa tramite il Tribunale di Firenze nessuno vuole la verità forse si aspetta il morto, come è successo in passato in altra vicenda del Tribunale, PULIGA E FALLIMENTOPOLI
Pietro Tagliaferri

lunedì 28 gennaio 2008

Il Mugello non è terra di mafia ma la mafia c'è

Note sono le vicende che hanno visto la vendita della mia Azienda Agricola Moriano, risapute sono le denunce che ho presentato negli anni denunciando le oscure compiacenze e i lucrosi interessi illeciti di personaggi che costituivano una vasta zona grigia e affaristica che ruotava intorno alla sezione fallimentare del tribunale civile di Firenze, ( come la procura di Genova ha recentemente individuato rinviando a giudizio un giudice, un cancelliere e diversi commercialisti e professionisti dell’entourage fallimentare).

Personaggi che di fatto, mi hanno impedito di mantenere il possesso dell’azienda, pilotando la vendita a personaggi in stretto contatto con la grande criminalità organizzata.


La mia azienda agricola Moriano di Sotto è stata comprata dalla ASTRID S.R.L, società costituita ad uopo per riciclare denaro sporco da Antonio e Domenico De Sensi, padre e figlio di Lamezia Terme.

I De Sensi arrivano nel Mugello dalla lontana Lamezia Terme, investendo rilevanti somme di denaro nell’acquisto di aziende agricole di grandi dimensioni. Pubblicamente e apparentemente, si presentarono come imprenditori che investivano i loro risparmi per trasferire la propria attività lontano dalle mani rapaci della mafia calabrese.


Si presentarono come umili agricoltori, persone oneste.

Da tutti ossequiati e rispettati per le ostentate amicizie con persone potenti complici nell’acquisto delle aziende.
Soltanto i miei sospetti e le mie denunce, diedero inizio ad indagini e accertamenti che hanno fatto emergere una realtà diversa ed allarmante.

Vedi i contatti di Domenico De Sensi- -con plurigiudicati per associazione a delinquere di stampo mafioso.
I De Sensi sono a capo di un’associazione a delinquere che agisce nel campo della criminalità economica, specialisti nell’acquisizione di finanziamenti comunitari ed erogazioni pubbliche in modo truffaldino a danno della Comunità Europea, dello Stato, della Regione Calabria,della Regione Toscana, della Comunità Montana Mugello, con successivo riciclaggio del denaro in beni immobili e con molteplici contatti e affari con esponenti della ‘ndrangheta calabrese.


I finanziamenti provenienti dalla Comunità Europea rappresentano per la criminalità organizzata un’indubbia fonte di potenziale arricchimento che può essere realizzata attraverso il semplice meccanismo della truffa, costituita dalla parziale o spesso, totale assenza dei lavori che dovevano essere svolti e al tempo stesso, illecitamente comprovati dalle fatture per operazioni inesistenti e dalla redazione di documenti contabili falsi.

La vicenda che ha visto la vendita pilotata della mia azienda presso il tribunale di Firenze ai De Sensi, non è un caso isolato nel territorio. Questi personaggi non sono arrivati nel Mugello per puro caso ma hanno nel territorio le basi e le conoscenze di personaggi dominanti che guidano mali affari.

Tramite le complicità di professionisti e tecnici della pubblica amministrazione corrotti, si realizzano altre entrate illeciti e nuovi investimenti leciti, creando una catena continua di truffe a danno della Comunità Europea, della Regione Toscana e della Comunità Montana del Mugello.

Nel Mugello i De Sensi, con le loro referenze di uomini d’onore, hanno costruito immediatamente una capillare rete di rapporti clientelari.


Le loro referenze, presso il ministero delle attività produttive, presso la presidenza della A.G.E.A, la Regione Toscana e la Comunità Montana del Mugello, sono il segnale di un grande potere clientelare che, associato alle numerose relazioni interpersonali di tipo mafioso, hanno fornito ai dei De Sensi gli strumenti e capacità di condizionamento di alcune istituzioni del territorio per raggiungere i loro scopi illeciti.

Complici, imprenditori e professionisti locali senza scrupoli, che ruotano intorno al sistema organizzativo e di gestione della Comunità Montana, hanno qui costruito le loro truffe.

Nell’ambito della Comunità Montana del Mugello c’è la presenza accertata di funzionari e tecnici capaci di predisporre ed istruire positivamente pratiche per erogazioni di contributi pubblici a loro piacere ed in favore di imprenditori, loro complici, senza che questi abbiano i requisiti ed i parametri giuridici per percepire il beneficio pubblico.

Di fatto sono molteplici i segnali che devono configurare una precisa azione di controllo di quanto è avvenuto in passato e nel presente, nell’assegnazione delle erogazioni pubbliche, degli investimenti dell’ente e della destinazione di uso dei contributi della Comunità Europea, in passato era già emersa parte di una zona grigia che attanagliava questa importante Istituzione, facendo percepire contributi economici in modo fraudolento a diversi imprenditori, in un comunicato stampa dell’arma dei carabinieri di Borgo San Lorenzo del 16/01/2002.

I Carabinieri della Compagnia, in collaborazione con il personale del Corpo Forestale della Sezione di P.G della Procura di Firenze,a conclusione di complesse indagini su un erogazione di circa due milioni di euro da parte dell’Unione Europea alla Comunità Montana del Mugello,hanno denunciato 37 persone ritenute responsabili di truffa.”

In seguito il Sostituto Procuratore Pietro Suchan della Procura di Firenze ha rinviato a giudizio 47 persone: dirigenti e funzionari dell’ente Comunità Montana, professionisti, agenti del Corpo Forestale e imprenditori agricoli; la prima udienza del processo indetta per 21 Febbraio 2007 è stata rimandata a Novembre 2007.


Le erogazioni e pubbliche i finanziamenti della Comunità Europea, appartengono a tutti i cittadini non devono andare in pasto a quei loschi gruppi affaristici, a chi avvalendosi di professionisti che fanno parte della mafia dai colletti bianchi, studiano ed istruiscono e collaudano pratiche con vari escamotage per riempirsi le tasche personali.


Le denucie


Alla fine degli anni novanta i De Sensi entrano a far parte di quel comitato affaristico che opera i propri traffici dentro la Comunità Montana, che tutti conoscono, ma nessuno vuole vedere, il vedo e non vedo il lecito e il non lecito, tutto come normale amministrazione, è stato facile per chi di truffe è “ESPERTO”, grande maestro. Entrare nelle liste di erogazione dei beneficiari dei fondi comunitari, pur non avendone diritto.

La società ASTRID S.R.L.,aggiudicataria della mia azienda, era priva di capitali e i soggetti che la costituivano ANTONIO e DOMENICO DE SENSI, padre e figlio che si dichiararono agricoltori, nel 2001 avevano denunciato redditi irrisori: ANTONIO £ 9.371.000, DOMENICO £ 36.561.000 di vecchie lire.

Risultava inoltre, che l’altro fratello GIUSEPPE DE SENSI, consulente della ASTRID S.R.L., era stato denunciato, in data 28/07/1997, dai ROS di Reggio Calabria per riciclaggio.

Due anni prima, i DE SENSI avevano acquistato sempre all’asta giudiziaria, un’azienda agricola per le vecchie lire 300.000.000. Quindi i predetti, in poco tempo, hanno investito nel Mugello quasi lire 1.500.000.000; un cospicuo capitale non giustificato, essendo apparentemente privi di redito e provenienti da una zona territoriale economicamente depressa e per giunta notoriamente afflitta da fenomeni di malavita organizzata di estrema gravità.

Questi riscontri mi indussero alla presentazione di due esposti in data 13/12/2001 alla Procura della Repubblica di Firenze e in data 06/02/2003 alla Guardia di Finanza di Borgo San Lorenzo (All.n°02). Successivamente in data 21/01/2003 tramite l’avvocato Danila Tamburino è stato presentato un esposto al Questore di Firenze).

In data 07/04/2004 ad integrazione della denuncia iniziale, il mio legale Roberto D’Ippolito ha presentato memoria integrativa ex art. 90 c.p.p. al Procuratore della Repubblica di Firenze Dr. Ubaldo Nannucci; al Dr. Francesco Fleury, Proc. Aggiunto; al Dr. Francesco Caleca, Sostituto; al Dr.ssa Pietroiusti, Sostituto, al Procuratore Generale Presso la Corte di Appello di Firenze.


In merito a questa vicenda sono state presentate anche interrogazioni parlamentari dal Sen. EMIDDIO NOVI membro della Commissione Antimafia e dagli on. RICCARDO MIGLIORI e On. ANGELA NAPOLI vice presidente della Commissione Antimafia.(interogazione). La stessa commissione nel luglio 2005 ha acquisito gli atti dell’inchiesta relativa all’acquisto dell’Azienda Agricola di VICCHIO, dove emergono operazioni illecite, legate alle attività svolte dai fratelli DOMENICO e GIUSEPPE DE SENSI in CALABRIA.

La Procura della Repubblica di Firenze dopo lunghe e complesse indagini, per competenza dei reati individuati, ha trasmesso gli atti alla Procura di Catanzaro.

Il Sostituto Procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris individuava in loco una serie di reati, tra cui una serie di truffe attuate a danno della Comunità Europea, dello Stato e della Regione Calabria, riciclando successivamente i proventi di queste attività illecite in acquisti di Aziende Agricole nel Mugello, come risulta dagli avvisi agli indagati a conclusione delle indagini preliminari.

Dai documenti acquisiti come persona offesa dal fascicolo del procedimento penale nei confronti di Antonio, Domenico e Giuseppe De Sensi ed altri a conclusione delle indagini preliminari, presso la PROCURA DELLA REPUBBLICA DI CATANZARO,
emerge uno scenario di grave allarme sociale con una concatenazione di vischiosi risvolti penali che mostra chiaramente la vera attività svolta dalla famiglia De Sensi di impresa mafiosa sia in Calabria, che qui nel Mugello.

Unico loro scopo: acquisire finanziamenti comunitari illecitamente e successivamente riciclare i proventi illeciti comprando immobili e terreni.

I De Sensi hanno acquistato Aziende Agricole nel Mugello riciclando denaro sporco, creando attività legali di imprese illecite, configurabili ad imprese mafiose poiché i capitali impiegati per l’acquisto sono di provenienza illecita. Mafioso è il comportamento individuale di questi imprenditori che si concretizza in una combinazione di profitti con mezzi e fini illeciti.
Dalla documentazione acquisita notiamo che i De Sensi sono circondati da persone molto Potenti e con la loro complicità hanno portato a termine molti affari illeciti.

Una vera e propria associazione a delinquere che agiva nell’ambito della criminalità organizzata economica, in stretto contatto con esponenti mafiosi della ‘Ndrangheta, accumulando capitali illeciti per reinvestirli, riciclandoli in attività legali che, a sua volta, dovevano fruttare altri capitali illeciti per continuare il giro vizioso di arricchimento della famiglia De Sensi.
Partendo dalla lontana Lamezia Terme a “Roma”, fino ad arrivare nel Mugello, una serie di amicizie “POTENTI,” di quelle che aprono le porte giuste permettendogli di penetrare in numerosi settori della pubblica amministrazione anche presso il ministero delle Politiche Agricole e Forestali ed il ministero delle attività produttive, con l’obiettivo di costruire truffe a favore loro, allo scopo di far percepire a terzi e direttamente a se stessi, contributi comunitari come si dimostrerà in seguito.


Documentazione falsa, compiacenze con funzionari del ministero delle attività produttive, dell’A.G.E.A., con dirigenti della Regione Toscana, responsabili tecnici e professionisti collaboratori della Comunità Montana Mugello che attestano il regolare svolgimento della pratica per l’incasso del contributo comunitario.


Le truffe in Calabria

Truffe a danno della Regione Calabria, dello Stato, della Comunità Europea.

Non le attuava il singolo agricoltore, ma vi era un vero è proprio sodalizio criminale, i cui affiliati hanno utilizzato i loro incarichi per l’attuazione delle truffe nell’utilizzo dei finanziamenti comunitari.
Una associazione criminale ben ramificata, di politici regionali e nazionali, faccendieri e professionisti, funzionari della pubblica amministrazione, agricoltori e imprenditori commerciali. Trentuno avvisi di conclusioni delle indagini, venti falconi di documenti, migliaia e migliaia di pagine, dove ANTONIO, DOMENICO E GIUSEPPE DE SENSI sono i protagonisti di primo piano. Loro erano i gestori dei lucrosi ricavi, riciclati e reinvestiti nel Lazio ed in Toscana, in particolare nel Comune di Vicchio di Mugello.


L’azienda agricola Pandolci, proprietà Corti, la mia azienda agricola Moriano, l’azienda agricola Brento, proprietà Recati, sono state comprate tutte con denaro proveniente dalle truffe e dalle attività criminali attuate in Calabria dai DE SENSI e soci.

L’acquisto di queste aziende hanno portato alla luce loschi rapporti tra esponenti malavitosi, politici e settori del mondo economico.

Reticolo affaristico illegale mafioso e criminale

I fratelli DE SENSI non erano semplici onesti agricoltori come volevano far credere.
Avevano ed hanno messo in movimento con oculata capacità una fitta rete di rapporti in CALABRIA e in TOSCANA, che solo un’organizzazione criminale collaudata e ramificata come ‘Ndrangheta può operare
.

I finanziamenti pubblici sono il benessere della ‘Ndrangheta, piccole o grandi cifre fanno gola, non li fanno prendere a truffatori comuni. Mettere le mani nei finanziamenti Pubblici è un affare di ‘Ndrangheta, questa non permette che altri si impossessino, vorrebbe dire perdere potere in quel territorio, perché chi conquista quei soldi, conferma il proprio potere. I DE SENSI fanno parte di essa, come affiliati, fiancheggiatori o prestanome. La scelta della TOSCANA e del MUGELLO non è stata casuale, ma ha avuto un preciso scopo affaristico e logistico per incrementare i propri traffici.

Le attività e l’influenza delle organizzazioni criminali non è più limitata alle tradizionali zone di insediamento, è accertato che le enormi fortune acquisite con i traffici illeciti vengono reinvestite nei canali finanziari legali, penetrando nell’economia quotidiana del territorio prescelto, operando in nuove attività criminali, costruendo un vorticoso giro d’affari, creando
presupposti e patti perversi con ogni forma di potere occulto e con il sistema della corruzione.

Nella scelta dei DE SENSI di operare economicamente nel MUGELLO non c’è solo lo scopo di ripulire il denaro sporco in attività legali ma continuare il sodalizio mafioso svolto in Calabria, costruendo in loco, una rete di rapporti fatta di compiacenze e di omertà, che determinano un potere criminale rilevante.

Potere criminale che già hanno messo in atto, fruttando il circuito di amicizie altolocate nel territorio Toscano e Mugellano,quella famosa zona grigia, dove molti condividano le loro imprese truffaldine, o sono a conoscenza dei loro traffici criminali, ma sia per l’ostinatezza al silenzio sia per la complicità attiva e talvolta passiva, nessuno denuncia.

L‘ndrangheta è arrivata nel Mugello, non possiamo far finta di niente, lasciando solo chi denuncia, perché la presenza mafiosa sul territorio è un problema che riguarda tutti, in particolare le istituzioni.

La Fondazione Caponetto impegnata in toscana a osservare e contrastare i fenomeni criminali, nel I° rapporto del 2007 sulla sicurezza in Toscana, ha precisi riscontri dall’osservazione del territorio:


“emerge una delicata situazione in merito alla presenza di organizzazioni mafiosi presenti in toscana”, ed afferma:

“LA TOSCANA NON E’ TERRA DI MAFIA MA LA MAFIA C’E’”
“Ma purtroppo si parla ancora poco di mafia in un territorio non mafioso
in cui la mafia purtroppo c’è.”


Molte istituzioni hanno trascurato e continueranno a trascurare le mie denunce. Oggi che la verità è emersa avrei il diritto di ricevere una risposta da ognuna dalle istituzioni locali, Regione Toscana, Provincia di Firenze, Comunità Montana Mugello, Comune di Vicchio, perchè non basta l’impegno di un singolo cittadino o delle singole forze dell’ordine, ma soprattutto le istituzioni locali devono recitare un ruolo attivo, nella lotta all’illegalità.


In un intervista del 26 Ottobre2006 il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso alla domanda, quando si realizzerà il sogno di vedere la mafia sconfitta, il procuratore Grasso rispondeva che non bastava solo la repressione anche se questa ha avuto buoni risultati, la mafia sarà sconfitta, “quando si incomincerà ad avere la collaborazione di tutte quante le istituzioni dello Stato e tutti i cittadini faranno la loro parte.”

Io sono andato in Calabria a costituirmi parte civile contro prestanome della ‘ndrangheta che, riciclando denaro sporco si sono illegalmente impossessati della mia azienda e altre nel Mugello, mentre le istituzioni inspiegabilmente continuano a finanziare i loro traffici con soldi pubblici.


Il 23 ottobre si svolgerà il processo con rito speciale abbreviato, rito richiesto dai De Sensi che permette loro in caso di condanna di avere uno sconto sulla pena, rito che penalizza molto la parte civile, offrendo agli imputati vantaggi non indifferenti, idonei a bloccare anche l’acquisizione della prova, in quanto non vi è dibattimento e il giudice nell'ambito dell' udienza preliminare decide di assolvere o condannare.

Questo rito speciale che esclude il formarsi delle prove dibattimentali, si può rilevare in forte contrasto con l’accertamento della verità e soprattutto danneggia il sottoscritto come persona offesa dal reato.

Questo è un rito a cui ricorrono molti imputati accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, che fruttando talvolta la complessità delle indagini preliminari ed evitando il dibattimento, riescono ad essere assolti.

Parte offese in questo procedimento sono anche la Regione Calabria e la Comunità Europea, oggetto delle truffe a loro danno, ma si sono rese latitanti, nessuna delle due si è costituita parte civile.

La risposta alla mancata costituzione delle pubbliche amministrazioni, sta nello strapotere dell’ndrangheta che, in modo trasversale condiziona la politica.

Si prenda atto che attualmente nel consiglio regionale della Calabria siedono ben trentaquattro inquisiti, questa la dimostrazione degli intrecci affaristi fra politici e criminalità organizzata.

Dalle indagini emerge chiaramente: i De Sensi sono tutelati da potenti amicizie e referenze del mondo politico affaristico.

Pietro Tagliaferri











Soldi Sporchi in Mugello

click su articolo
Pietro Tagliaferri ha sempre lottato contro l'illegalità subita, con la verità e seguendo la strada della legge.
*********************
Riciclaggio di denaro a Vicchio

In Calabria si acquisivano illecitamente fondi comunitari, in Toscana si ripuliva il denaro, acquistando case e fattorie tramite il tribunale civile di Firenze.

La denuncia del 13 Dicembre 2001

*************

Lentamente forse troppo lentamente ma un altro tassello si è aggiunto al grande mosaico della verità.

Pietro Tagliaferri

Leggi: Il Mugello non è terra di mafia ma la mafia c'è




domenica 27 gennaio 2008

La memoria difensiva di Luigi De Magistris


Dal sito UGUALE PER TUTTI


Pubblichiamo integralmente la memoria difensiva depositata dinanzi alla Sezione Disciplinare del C.S.M. da Luigi De Magistris nell’ambito del processo disciplinare conclusosi con sentenza del 18 gennaio 2008.Con altro posto – a questo link – abbiamo pubblicato l’atto di incolpazione con tutti gli addebiti contestatigli e ai quali si fa riferimento (con le lettere maiuscole) in questa memoria, con l’indicazione di quelli per i quali è stato condannato e di quelli per i quali è stato assolto.Nei prossimi giorni pubblicheremo commenti e approfondimenti per consentire anche ai “non addetti ai lavori” di farsi un’idea adeguata dell’accaduto.


Perchè la Giornata della Memoria

Dal sito rete per la Calabria

Del Prof. Amos Luzzatto

La memoria della memoria, questa espressione sembrerebbe una “battuta” assurda o uno slogan pubblicitario. E sarebbe davvero tale, se la memoria consistesse nell’apertura di un nostro archivio segreto (individuale o collettivo, poco importa) per riportarne alla luce informazioni preziose che la trascuratezza o, peggio, la volontà di dimenticare, avrebbero tentato di occultare.Ma non è necessariamente così.La memoria è un possente strumento per capire e per rispondere alle sollecitazioni del presente. La guerra nei Balcani, il Medio Oriente in fiamme, il minacciato “scontro di civiltà” dimostrano che l’odio fra le genti e le stragi degli innocenti non sono una pura e semplice eredità di un passato sogno di incubi; e allora, alle nostre menti si affaccia la domanda angosciata: ma sarà sempre così, anzi, sempre più così?

venerdì 25 gennaio 2008

Dico addio alla Casta dei magistrati

dal sito di AMMAZZATECITUTTI


di Luigi De Magistris
giovedì 24 gennaio 2008

Già da alcuni mesi avevo deciso - seppur con grande rammarico - di dimettermi dall'Associazione nazionale magistrati. I successivi eventi che mi hanno riguardato, le priorità dettate dai tempi di un processo disciplinare tanto rapido quanto sommario, ingiusto ed iniquo, mi hanno imposto di soprassedere.Adesso è il tempo che 'tutti i nodi vengano al pettine'. Vado via da un'associazione che non solo non è più in grado di rappresentare adeguatamente i magistrati che quotidianamente esercitano le funzioni, spesso in condizioni proibitive, ma sta - con le condotte ed i comportamenti di questi anni - portando, addirittura, all'affievolimento ed all'indebolimento di quei valori costituzionali che dovrebbero essere il punto di riferimento principale della sua azione.L'Anm - che storicamente aveva avuto il ruolo di contribuire a concretizzare i valori di indipendenza interna ed esterna della magistratura - negli ultimi anni, con prassi e condotte censurabili ormai sotto gli occhi di tutti, ha contribuito al consolidamento di una magistratura 'normalizzata' non sapendo e non volendo 'stare vicino' ai tanti colleghi (sicuramente i più 'bisognosi') che dovevano essere sostenuti nelle loro difficili azioni quotidiane spesso in contesti di forte isolamento; LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

mercoledì 23 gennaio 2008

Il volto mafioso delle istituzioni

Dal blog UGUALE PER TUTTI
Il volto mafioso delle istituzioni
In attesa di trattare più approfonditamente alcuni aspetti della “vicenda De Magistris”, definito un “cattivo giudice” da Letizia Vacca, componente del C.S.M. “in quota” ai Comunisti Italiani, riportiamo qui una notizia di pochi giorni fa che potrebbe aiutare anche la prof. Vacca a inquadrare meglio il concetto di “cattivo giudice”.Si tratta della condanna in primo grado (dunque, non definitiva, essendo la sentenza soggetta alle ordinarie impugnazioni) di due importanti magistrati a cinque e sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa e favoreggiamento della mafia.Si tratta dell’ex Capo dei Gip di Messina (Marcello Mondello) e di un ex Sostituto Procuratore della Direzione Nazionale Antimafia (Giovanni Lembo).Come accade ormai troppo spesso, questa notizia, come altre, purtroppo, è passata nel quasi assoluto silenzio dei media.E’ stata quasi solo sussurrata.Viene ritenuto clamoroso sui giornali che Luigi De Magistris “motivi troppo” un decreto di perquisizione (vedremo in altro articolo come questa sia uno dei motivi di condanna di Luigi al C.S.M.) e passano sotto silenzio i magistrati concorrenti e favoreggiatori della mafia.

martedì 22 gennaio 2008

LA SOCIETA’ CHE SI ADEGUA E NON SI INDIGNA

di SANDRO RUSSO

CINQUE anni a Salvatore Cuffaro? Siciliani indignati in piazza zero, certamente molti di più a solidarizzare con lui e a ripetere che, in ogni caso, non c’è l’aggravante di Cosa nostra.
Luigi De Magistris cacciato via senza tanti complimenti? Idem: e qualcuno ha anche brindato.
La famiglia Mastella sconvolta da una pesante indagine? La differenza, in questo caso, è che gli indignati sono scesi in piazza, eccome, a Ceppaloni e dintorni: solo che lo hanno fatto per protestare contro i magistrati.
In tutte e tre le vicende, i fatti, nella loro oggettività e nella loro cronologia, hanno LEGGI TUTTO

lunedì 21 gennaio 2008

Cuffaro: il Salvatore salvato

di Marco Travaglio (dal blog “Chiarelettere”)

La standing ovation della cosca politica che ha salutato la condanna del governatore siciliano Totò Cuffaro a 5 anni per favoreggiamento di alcuni mafiosi e la sua decisione di restare al suo posto sono perfettamente coerenti con la “ola” parlamentare che, mercoledì mattina, ha accompagnato l’attacco selvaggio del cosiddetto ministro della Giustizia Clemente Mastella alla magistratura che aveva appena arrestato sua moglie e altri 22 suoi compari di partito. Così come con il tifo da stadio che ha osannato la sua signora interrogata ieri in Tribunale. Ma anche con il silenzio tombale che, LEGGI TUTTO

venerdì 18 gennaio 2008

DE MAGISTRIS:


di Redazione AMMAZZATECI TUTTI
sabato 19 gennaio 2008


DE MAGISTRIS: "IL CSM HA SCRITTO UNA PAGINA INGIUSTA. PRIMA O POI LE COSE SARANNO CHIARE A TUTTI"


"L'organo di autogoverno ha scritto una pagina ingiusta nei confronti di un magistrato che non ha fatto altro che esercitare il proprio dovere con riferimento all'articolo 3 della Costituzione, secondo il quale tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge". Lo ha detto il pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, lasciando Palazzo dei Marescialli dopo il verdetto della sezione disciplinare. "E' una decisione ingiusta - ha sottolineato il pm - totalmente inaccettabile, utilizzero' ogni strumento previsto dall'ordinamento democratico per dimostrare la correttezza del mio operato e quanto sia grave e infondata questa sentenza".''Trovo molto grave - ha concluso - il trasferimento d'ufficio come pena accessoria. Prima o poi le cose però saranno chiare a tutti''.

Ci sarebbe da ridere…


19 Gennaio 2008

Ci sarebbe da ridere…



(Piccolo sfogo pensato in napoletano, anche se sono calabrese; se volete, provate a leggerlo con l’accento partenopeo, che verrà meglio, tranne che naturalmente per le parole di Prodi che dovrebbero suonare con lo “sci-sci” bolognese)


Siamo ancora in democrazia? Esiste ancora la libertà di pensiero in Italia? Si?E allora sapete che cosa penso di questa storia della punizione di De Magistris, penso che il giovane magistrato non si sarebbe salvato neanche se fosse sceso dal cielo l’Arcangelo Gabriele a testimoniare in suo favore su mandato del Padreterno in persona.Sapete perchè?Perchè siccome Mastella ha mandato l’ambasciata a Prodi che lunedì ha da cadere il Governo, perchè come si dice dalle sue parti “muore Clemente con tutti i filistei“, allora Prodi ha telefonato a Mancino.

Corte Suprema di Cassazione - Roma, 26 gennaio 2007Il Ministro Mastella, il vice presidente del CSM Nicola Mancino e il Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi ascoltano la relazione di Mario Delli Priscoli, Procuratore Generale della Corte di Cassazione.(Fotografia © Agostino e Daniele Scudieri)

RP - “Pronto Manzino?”NM - “Manzino? Chi cazz’è che tiene voglia ‘e sfruculiamme? Casini guarda ca se sì tu stavote m’ ‘ncazzo ‘o veramente!”RP - “Ma quale Casini, Nicola… Non mi riconosci…mrrrrrr… brrrrr…sono Romano!” LEGGI TUTTO

ASSOCIAZIONI ANTIMAFIA CALABRESI: TRASFERIMENTO DE MAGISTRIS, INGIUSTIZIA E’ FATTA









Oggi il Consiglio Superiore della Magistratura, evidentemente appesantito in maniera determinante dalla sua componente politica, con la decisione della sua sezione disciplinare di disporre il trasferimento di sede ed il cambio di funzioni giudiziarie per il dr. Luigi De Magistris ha scritto una delle pagine più dolorose e ingiuste della sua storia.I componenti del Csm, presieduti dall’ex democristiano avellinese Nicola Mancino, anziché dare un segnale di coraggio e di dignità istituzionale, hanno deciso di chinare il capo pavidamente schierandosi dalla parte dei poteri forti. LEGGI TUTTO

Il testo integrale dell'ordinanza di custodia cautelare del caso Lonardo-Mastella

da UGUALE PER TUTTI
Il giornalista Franco Bechis ha pubblicato nel suo sito internet il testo integrale dell'ordinanza di custodia cautelare del procedimento a carico del Ministro Clemente Mastella e della moglie Alessandra Lonardo.
I link sono i seguenti:

giovedì 17 gennaio 2008

MASTELLA E L' EVERSIVA SOLIDARITA'.

DAL BLOG di fraba

Il Minollo lo aveva scritto ieri ed alla luce degli accadimenti, aveva ragione. Ma anche Bobo Craxi, il quale vanta una vera e propria tradizione di famiglia nelle fattispecie giudiziarie, attovagliato in un ristorante del centro della capitale, lo aveva solennemente preannunciato ai suoi commensali: “Clemente sapeva da giorni che i magistrati si sarebbero mossi contro la moglie e i suoi. Ha tentato di capire se si poteva evitare di giungere fino a questo punto, ma ormai i magistrati non rispondono più alla politica, come accadeva un tempo”. (che tempi quei tempi…) Continua leggi tutto l'articolo
*****************************************************

mercoledì 16 gennaio 2008

LA REGIA DELLA MAFIA E DELLA P2, tutto pronto si gira!!!!!!!!!!!!

Dal sito della Casa Della Legalità E Della Coltura.

Sapevano dei mandati di arresto, sapevano dell'indagine in cui sono coinvolti.La "fuga di notizie" orchestrata -come per Berlusconi- dagli stessi imputati.Ora è palese perchè l'attacco al potere giudiziario con Mastella al Ministero ha raggiunto livelli mai visti, nemmeno con Berlusconi (che infatti plaude!). Ora è chiaro perchè l'inchiesta Why Not è stata affossata e si è fatto l'impossibile per fermare De Magistris. Ora è chiaro perchè Mastella ha preparato e perseguito la legge "mordacchia" per impedire la pubblicazione degli atti di indagine - anche se non più secretati -. Ora si comprende pienamente l'indulto, la "finta" riforma della "contro-Riforma" dell'Ordinamento Giudiziario voluta da Berlusconi e perchè nessuna delle leggi vergogna è stata abrogata. Adesso nessuno può negare l'accordo della casta - da destra a sinistra, tutti insieme - per smantellare ogni principio costituzionale di autonomia e indipendenza della magistratura e di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Si sono palesate, finalmente, le ragioni per cui il Governo ed il Parlamento hanno indebolito le normative di contrasto a corruzione e mafie, tagliato e negato uomini, fondi e mezzi ai reparti investigativi e giudiziari (altro che accelerare i tempi della giustizia!). Il Golpe Giudiziario è approdato in Parlamento con il plauso da destra a sinistra.Le associazioni dei magistrati hanno reagito e denunciato quanto accatuto, anche i penalisti lo hanno fatto! Il Procuratore di Santa Maria Capua Vetere ha dovuto rispondere per le rime. Dobbiamo fermarli.Le dimissioni di Mastella (indagato per 7 reati gravissimi) sono un atto dovuto. Non è accettabile che vengano respinte o sospese. Indipendentemente dall'esito dei processi, la permanenza di Mastella al Governo ed in Parlamento è indecente, eticamente inaccettabile e pericolosa! Continua leggi tutto l'articolo.

L'arresto della signora Mastella e la democrazia

Da UGUALE PER TUTTI

di Felice Lima (Giudice del Tribunale di Catania)

E’ stata disposta la custodia cautelare agli arresti domiciliari della moglie del Ministro della Giustizia e si è scatenata la solita sarabanda di inqualificabili dichiarazioni da parte dell’intera classe politica.Vengono rivolti al magistrato che ha chiesto e a quello che ha disposto la misura cautelare e all’intera magistratura insulti rozzi e violenti di ogni genere.Fra i tanti, mi limito a citare l’on. Casini, ex Presidente della Camera, secondo il quale «siamo all'emergenza democratica», e il Ministro Mastella, che parla di «frange estremiste» della magistratura. Espressione quest’ultima del tutto illogica, perché non si capisce “estremiste” rispetto a cosa, la questione essendo qui solamente se il provvedimento giudiziario sia o no tecnicamente corretto.E qui emerge il primo paradosso della vicenda, che, come cercherò di illustrare, di paradossi ne presenta diversi.

Il Ministro Mastella si è dimesso

Dalla redazione del blog UGUALE PER TUTTI-

"Autenticamente surreale ci appare poi l'invito del Governo al Ministro Mastella a restare al suo posto: conquisteremmo così l'invidiabile primato di essere il primo paese al mondo ad avere come Ministro della Giustizia il marito convivente di una detenuta agli arresti domiciliari."

Leggete l'articolo sulle dimissioni del Ministro Mastella, i commenti dll'avv.Pietro Gatto e della redazione di UGUALE PER TUTTI.

da Repubblica.it del 16 gennaio 2008

Dopo l’arresto della moglie per tentata concussione mossa a sorpresa del ministro: “Fra l’amore della mia famiglia e il potere scelgo il primo”Mastella, annuncio in Parlamento: “Mi dimetto per senso dello Stato”“Colpito da frange estremiste dei giudici che mi vedono come un nemico da abbattere”Prodi orientato a respingere le dimissioni del suo GuardasigilliRoma - “Mi dimetto, getto la spugna”, così con tono commosso e attaccando il giudice che ha arrestato la moglie, definita “un ostaggio”, il ministro Mastella ha concluso il discorso alla Camera dove parlava dopo l’arresto di Sandra Lonardo per tentata concussione.Dimissioni che però il presidente del Consiglio Romano Prodi sembra orientato a respingere. Leggi tutto l'articolo

lunedì 14 gennaio 2008

Contro De Magistri un associazione di stampo istituzionale

Dal sito Rete per la Calabria

Si profila sempre con più chiarezza il quadro nel quale si inserisce la vicenda de Magistris.
Il Coordinamento regionale per l’etica e la legalità, già comitato per de Magistris, interrompe il silenzio stampa, resosi necessario al fine di non rendere una vicenda seria in una disputa da stadio, con opposte tifoserie.La questione è seria, troppo seria, ne va la credibilità delle nostre stesse istituzioni democratiche a tutti i livelli. LEGGI TUTTO

domenica 13 gennaio 2008

Indagato il pg che tolse l’inchiesta a De Magistris

Dal corriere.it

di Gian Marco Chiocci - domenica 13 gennaio 2008,




Per la procura di Salerno ci sarebbe una «regia» dietro gli attacchi al pm di Catanzaro, Luigi De Magistris. E finiscono sotto inchiesta i suoi maggiori «nemici». Non solo il procuratore capo Mariano Lombardi ma anche l’aggiunto Murone e il pm Rinaldi: tutti e tre per corruzione in atti giudiziari per vicende legate alle inchieste «Why Not» e «Poseidone». E sul registro degli indagati della procura campana finisce anche, per abuso d’ufficio e calunnia, il procuratore generale facente funzioni della Corte d’Appello di Catanzaro, Dolcino Favi, quello che ha avocato l’inchiesta Why Not che coinvolge il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, e il premier Romano Prodi. Leggi tutto

mercoledì 26 dicembre 2007

No alla "grazia" per Bruno Contrada


MAFIE NO "GRAZIE"

FIRMA L'APPELLO CONTRO LA GRAZIA A CONTRADA


Non è accettabile che un condannato per mafia, un condannato per concorso esterno, un colluso con le mafie, riceva la "grazia". Le mafie vanno sconfitte e non vi possono essere cedimenti di alcun tipo.



promossa da

Casa della Legalità e della Cultura – Onlus
DemocraziaLegalità.it
Associazione familiari delle Vittime di Via dei Georgofili
Salvatore Borsellino

No alla "grazia" per Bruno Contrada

Leggete l'adesione di Giocchino Basile
Bruno Contrada non è l'uomo delle Istituzioni condannato a seguito delle calunnie dei pentiti...Rita Borsellino non stà diffamando Bruno Contrada, come minaccia fra "le righe" l'avvocato Giuseppe Li Pera.
La mia storia e le mie difficoltà sociali e politiche, notificano al dil là d'ogni ragionevole dubbio che Bruno Contrada e un attore di quell'infame teatrino, che ha garantito, (a mio avviso per conto delle "Istituzioni Politiche" ) le illegalità di quel consociativismo, che dal 1979 (omicidio del giornalista di cronaca Mario Francese, Cesare Terranova e Lenin Mancuso) al 19 luglio 1992, strage di via D'Amelio, utilizzo le funzioni stragiste di "cosa nostra" per inibire ad ogni costo i dettati della legge, previsti chiaramente dalla nostra Costituzione Democratica.
Bruno Contrada non può e non deve ricevere alcuna Grazia, senza aver prima confessato e indicato con chiarezza quelli che, lungo l'arco di quegli infami 13 anni s'avvantaggiarono delle sue funzioni e di quelle di "cosa nostra". Se è vero che lui stà soffrendo è anche vero che, i "pezzi di carne" dei nostri Eroi non furono mai ricomposti con certezza!!!
Bruno Contrada non può negare d'aver bivaccato "fraternamente" con i criminali in via Guido Jung, in via Ruggero Marturano ed in via Don Orione, perchè l'ho visto io, con i miei occhi.
Bruno Contrada deve spiegare queli tipi di contatti aveva con il suo confidente, Antonino Pipitone, da me visto per ben due volte, in piena attività; in via Montalbo la tarda mattina, ed in via Dei Cantieri il pomeriggio di sabato 18 luglio con Pietro Scotto, "il telefonista", "accozzaglia umana" a disposizione di "cosa nostra" che ben conosco da sempre.
Bruno Contrada non può dire, di non aver mentito ai Giudici perchè io, con prove inoppugnabili ho dimostrato ad essi che, la saletta riservata nel ristorante "il Delfino" esisteva e come subito dopo "le dichiarazioni dei "pentiti" quel Ristorante fù stravolto da lavori di urgente ristrutturazioni, agevolandosi della sparizione immediata delle planimetrie catastali!!! (sic.)
I tempi, le modalità e la strategia emotiva messa in campo per liberare '"l'uomo buio" delle Istituzioni Bruno Contrada, mi fanno pensare sempre più al fatto che, ormai il tempo della ragione si stia esaurendo...
Il nostro Paese non può avere il volto di quelli che da sinistra a destra, hanno paura della verità.... Ora basta!!! Se qualcuno pensa che il sangue degli onesti non vale nulla: allora non deve valere più nulla, la pacifica convivenza con il volto del potere, impostoci da questo Stato!!!
Gioacchino Basile

venerdì 21 dicembre 2007

STIPENDI D'ORO!!!!!!!!! VERGOGNA!!!!!!!!

Finanziaria: eliminato il tetto agli stipendi d’oro.

Fatta la legge trovato l’inganno.

domenica 16 dicembre 2007 di Filippo Giovannetti
dal sito www.angoramagazine.it




Il paese Italia e noi cittadini abbiamo vissuto una settimana di passione, dal blocco dei Tir, che ha messo in ginocchio l’intera penisola, agli scandali della malasanità, al rincaro ingiustificato degli alimenti, ed i nostri “amati” parlamentari cosa fanno… “tagliano i tagli”.....

....Invece noi cittadini che ogni giorno lavoriamo per rendere il paese migliore e vivibile veniamo accusati di antipolitica (vedi Beppe Grillo); vorrei chiedere a voi tutti se è antipolitica per un operaio vivere con 1000 € al mese, o per un dottorando o ricercatore con 800 € o per un insegnante con 900 €, mentre i nostri parlamentari e manager ci prendono per i “fondelli”. Fatte la legge ammindate l’inganne (fatta la legge trovato l’inganno).Leggi tutto

VERGOGNA!!!!!!!!!VERGOGNA!!!!!!!!

Dal sito http://www.perlaalabria.it/


“Presidente, sono Saccà” - pubblichiamo il testo e l’audio dell’intercettazione della vergogna


Il testo e l’audio della conversazione tra il manager Rai e il Cavaliere: “Lei è amato nel paese, glielo dico senza piangeria”.Dai giochi in azienda, alla fissa di Bossi per il Barbarossa fino alle scritture per le attrici: “Sto cercando di avere la maggioranza in Senato”
ASCOLTA L’AUDIO DELL’INTERCETTAZIONE
VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero XXX XXXXXXX in uso a Saccà Agostino, come da decreto del 05.06.2007 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli a firma del Dott. Dr. Vincenzo PISCITELLI. Data: 21/06/2007 ; Ora: 18:40:09 Durata: 0:07:17
S.S. = Segretaria SaccàS. = SaccàS.P. = Segretaria PresidenteP. = Presidente
S: Pronto. LEGGI TUTTO

mercoledì 19 dicembre 2007

Il diavolo fa le pentole, ma si dimentica a fare i coperchi

Dal Blog personale di Gioacchino Genchi
venerdì 14 dicembre 2007

Il diavolo fa le pentole, ma si dimentica a fare i coperchi
Erano le ore 18 del 27 luglio 2007 quando radiocarcere ha pubblicato la relazione che gli aveva commissionato il Pm Luigi De Magistris su Why Not. Esattamente un giorno prima, alle 12 e 36, era stata trasmessa agli imputati, tra cui Luigi Bisignani, principale indagato. Nelle intercettazioni si faceva il nome anche di Clemente Mastella, ministro della Giustizia. Proprio perché era stata protocollata con il timbro di De Magistris si da il caso che gli unici possessori della documentazione fossero proprio gli indagati. La relazione fece il giro dei giornali e del web, e Mastella definì Genchi, proprio in questa occasione, “mascalzone”. Così in molti si sono accorti di lui. Il diavolo (De Magistris e Genchi), con questo impiccio, avrebbe fabbricato una bella pentola e ma la mancanza del coperchio ha fatto saltare tutto in aria. Il dubbio che fossero stati proprio gli indagati a far pubblicare la notizia è venuto a tutti ma pochi si sono veramente interessati a guardare bene cosa nascondesse la pentola perché si sono lasciati volentieri avvolgere dal fumo che è fuoriuscito. Alla gogna, questa volta, ci sono andati proprio loro, i diavoli buoni della faccenda De Magistris e Genchi. A nulla sono valsi il “Santo subito” rivolto al magistrato coraggioso dalla società civile, lo Stato doveva essere salvaguardato. Quando, grazie a Genchi lo Stato è riuscito ad inchiodare Lo Piccolo, quando grazie alle sue perizie lo Stato è riuscito a ricostruire la Verità in molti processi e lo ha pure riconosciuto, Genchi viveva nell’ombra. Ed era giusto così, perché gli umili servitori dello Stato devono rimanere nell’ombra, lontano dai riflettori. Ma quando c’è stato di mezzo lo Stato stesso, allora Genchi non valeva più. Leggi tutto

Uno Stato che non sa proteggere i nostri bambini deve dire:HO FALLITO.

Pedofilia, tra Italia e Russia la holding dell’orrore
dal sito troviamo i bambini:


I bambini venivano rapiti dagli orfanotrofi violentati e spesso uccisi per soddisfare i clienti
NAPOLI - Un serpente con la testa in Russia e il corpo in Italia. Che si nutre di bambini. Un serpente affamato di sesso, ogni tipo di sesso purché le pulsioni si sfoghino su ragazzini. Un serpente fatto di uomini. Tutti diversi, ragionieri, studenti universitari, padri di famiglia, ma tutti con un’unica deviazione: la pedofilia. Ora il serpente è stato scoperto e gli si è dato un nome tecnico che ne aumenta ancora di più l’orrore: holding. Nove persone, tra le quali un russo e otto italiani, sono state arrestate, 490 hanno ricevuto un avviso di garanzia, 1690 sono indagate in tutto il mondo per aver venduto immagini e video attraverso Internet, 600 perquisizioni sono state fatte in tutta Italia.
L’inchiesta è stata condotta dai comandi della polizia delle telecomunicazioni di Napoli e Roma e coordinata dai pm Paolo Fortuna e Giancarlo Novelli della procura di Torre Annunziata in collaborazione con la polizia di Mosca. Quello che hanno scoperto è un viaggio nel buio che tocca tutte le possibili forme di violenza sui minori. La holding vendeva video e fotografie che documentavano tutto quanto può soddisfare il fondo di un abisso. Compreso l’omicidio.


Non disturbare i manovratori


Non disturbare i manovratori

di Marco Travaglio(Giornalista)tratto da Voglioscendere


Nella scorsa legislatura ebbero grande risonanza mediatica (almeno sui giornali) gli appelli promossi e firmati da alcuni fra i nostri più prestigiosi giuristi e docenti universitari contro le leggi vergogna del governo Berlusconi e contro gli attacchi dell'allora premier all'indipendenza e all'autonomia della magistratura. Qualcuno si domanderà: che fine han fatto quei giuristi e docenti universitari ora che le leggi vergogna (dall'indulto al bavaglio di Mastella ai giornalisti su intercettazioni e atti d'indagine) le promuove il centrosinistra, ora che gli attacchi all'indipendenza e all'autonomia della magistratura li muove l'Unione all'unisono col centrodestra? Ottima domanda. Ma la risposta è ancora meglio: gli stessi giuristi e docenti universitari, il 29 ottobre, hanno promosso e sottoscritto un appello contro l'incredibile richiesta di trasferimento del pm Luigi De Magistris da parte del cosiddetto ministro della Giustizia (se n'è occupato proprio oggi il Csm, per rinviare un'altra volta). I princìpi citati dall'appello sono gli stessi che sostenevano gli appelli anti-Berlusconi. Che cos'è cambiato? Che nessun giornale ha pubblicato l'appello. I giornali di destra pretendevano di censurare i riferimenti alla continuità col governo Berlusconi. I giornali di sinistra, evidentemente, preferiscono non disturbare il manovratore. Anzi, i manovratori. I giornali "indipendenti", anzichè esserlo dagli schieramenti, lo sono dalla verità dei fatti. Pubblico l'appello "clandestino" qui di seguito, con i nomi dei primi firmatari. Come si diceva qualche anno fa, leggete e diffondete. L'appello

L'antimafia istituzionale e l'antimafia "clandestina"...


L'antimafia istituzionale e l'antimafia "clandestina"...

di Rosanna Scopelliti
mercoledì 12 dicembre 2007


LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA ED ALLA DEPUTAZIONE CALABRESE NELLA COMMISSIONE


Esimio Onorevole Forgione, Esimi Onorevoli e Senatori tutti (che mi leggete in copia),
Le scrivo questa breve lettera aperta per significarLe tutto il rammarico che ho provato stamane non appena constatata la superficialità che in alcuni aspetti presenta il nuovo “sito istituzionale dell'antimafia”, come lo avete definito.
Sono profondamente delusa perché mio padre, il giudice Antonino Scopelliti, Procuratore generale di Cassazione ucciso dalla 'ndrangheta a Campo Calabro nell'agosto del 1991, è stato dimenticato una seconda volta da quello Stato che anche Lei, nella Sua veste di Presidente della Commissione parlamentare antimafia, rappresenta. E' stato dimenticato perché, eccetto che nella cronologia, nel sito in questione nessun cenno è fatto a mio padre, né nella bibliografia di testi consigliati per la consultazione, né tra le associazioni e fondazioni “suggerite” dallo Sportello per la Scuola e l'Università appositamente istituito all'interno della Commissione da Lei presieduta. Ed è questa “dimenticanza” che sinceramente non riesco a comprendere né tanto meno beneficiare dell'errore in buona fede. Caro Onorevole, sono i piccoli gesti che per un familiare di vittima di mafia sono a volte importanti. Ed anche una piccola “dimenticanza”, che piccola non è in questo caso, diventa uno schiaffo ed un'ennesima offesa soprattutto nei confronti di chi il proprio sangue lo ha versato per servire lo Stato e le Istituzioni, come mio padre ha fatto.

lunedì 17 dicembre 2007

Speciale si è dimesso: bene generale! Ora tocca ai politici dei viaggi gratis

dalla Redazione di Comincialitalia
17 Dicembre 2007 ore 07:58
di Daniele Dessino

La canzone per il generale Speciale da quelli che pagano i viaggi e tasse

Vi invio questo commento, come lettore assiduo del vostro giornale. Credo bene che vogliono restaurare il comandante Speciale. Una Guardia di Finanza amica che non ficca il naso dentro ceri conti, certe aziende, certi traffici mica si trova tutti i giorni. Ma che lo fa invece coi poveracci. Non solo. Una Guardia di Fiananza che ti ospita pure sui suoi voli e che ti dà un passaggio gratis. Mentre il Paese fa venti ore di Eurostar sul Lecce-Roma. Al freddo e al gelo. Leggi articolo..
Da Repubblica it

venerdì 14 dicembre 2007

‘Ndrangheta, malaffare e corruzione opprimono la Calabria!

Dal blog On. Angela Napoli

sabato 22 settembre 2007

‘Ndrangheta, malaffare e corruzione opprimono la Calabria!

‘Ndrangheta, malaffare e corruzione opprimono la Calabria! Negli ultimi anni, ed in particolare da qualche mese, i cittadini onesti calabresi hanno iniziato a prendere fiato potendo contare su una palese attività di contrasto per debellare questi cancri. Ma la ‘ndrangheta da una parte e Mastella dall’altra hanno deciso di colpire quei Magistrati che, con coraggio e determinazione, intendono applicare la giustizia.E’ di ieri la notizia della scoperta di rinnovati progetti della ‘ndrangheta per assassinare alcuni Magistrati della DDA reggina, ai quali va la mia incondizionata solidarietà. E’ sempre di ieri la richiesta del Ministro della giustizia di trasferimento di due Magistrati di Catanzaro, notificata alla sezione disciplinare del Csm.Le notizie, gravissime nel loro contenuto, ed ancora più folgoranti perché date nella stessa giornata, non possono che destare viva preoccupazione in quel gran numero di cittadini calabresi che stava per riacquistare fiducia nella Giustizia. Leggi articolo

NOTA DI PROTESTA PER IL RISPETTO DEL MOVIMENTO ANTIMAFIA CALABRESE


NOTA DI PROTESTA PER IL RISPETTO DEL MOVIMENTO ANTIMAFIA CALABRESE


Si sottopone ad una rapida approvazione di chi la volesse sottoscrivere questa bozza di “Nota di protesta formale” in merito alla scandalosa vicenda denunciata pubblicamente da Rosanna Scopelliti e da Aldo Pecora, e cioè che è stato inaugurato ufficialmente un sito internet della Commissione Parlamentare Antimafia denominato “Sportello scuola e università” dove non c’è traccia, tra i siti consigliati per approfondire territorialmente l’azione di contrasto alle mafie e la lotta per la legalità, di n e s s u n a associazione, fondazione, movimento o organizzazione antimafia o antiracket calabresi.

E alla fine la Camera tagliò i tagli




Corriere della Sera


La riforma aveva già avuto l'ok di Palazzo Madama

E alla fine la Camera tagliò i tagli
I deputati sopprimono il tetto agli «stipendi d'oro» dei manager pubblici Leggi articolo

Informazione e democrazia - Missione impossibile

Dal blog UGUALE PER TUTTI
di Gherardo Colombo
tratto da Golem - L'indispensabile, Il Sole 24 Ore
La democrazia esige una informazione corretta.Non può esistere stato di diritto, non può esistere democrazia quando l'informazione non è corretta.La democrazia si basa sulla consapevolezza delle proprie idee, della propria collocazione, delle proprie finalità.Democrazia significa, tra l’altro, scelta del “partito” – le virgolette dipendono dalla difficoltà di individuare nel presente partiti politici intesi nel senso tradizionale del termine –, della parte, dello schieramento, della persona che si trovi in sintonia con le proprie idee, collocazioni e finalità, e che sia in grado di rappresentarle.La scelta, la esattezza di qualsiasi scelta, ha come presupposto la conoscenza puntuale delle alternative.

mercoledì 12 dicembre 2007

dichiarazione shock alla Commissione antimafia di Vincenzo Macrì


martedì 11 dicembre 2007

Diritti Umani: 21° - Il Diritto alla Democrazia

ASCOLTARE PER FARSI ASCOLTARE....
INFORMARSI PER INFORMARE...
FERMARE LE MAFIE-L'ILLEGALITà...

domenica 9 dicembre 2007

WHY NOT RISPUNTA LA P2


Diario


MANI SPORCHE

Dal 6 dicembre in libreriaCome prima, più di prima.

DA CHIARELETTEREBLOG

Quindici anni dopo il biennio magico di Mani Pulite, l’Italia delle mani sporche ha perfezionato i metodi per rendersi più invisibile e invulnerabile. Prima sotto accusa erano i politici e il mondo industriale. Ora le parti sembrano invertite: sotto accusa sono soprattutto i magistrati. Ecco che cosa è successo negli ultimi anni, dal 2001 al 2007. Dal governo del cavalier Berlusconi e dell’ingegner Castelli a quello del professor Prodi e del ras di Ceppaloni, Mastella.Prima le leggi ad personam, ora le leggi ad personas, a beneficio degli intoccabili. La musica non cambia: è tutta colpa dei magistrati. Quei pochi che resistono, combattono da soli, spesso abbandonati dallo stesso Csm, vessati dalla stampa, criticati dalle altre istituzioni. Le leggi vergogna varate da Berlusconi (Cirami, ex Cirielli, Castelli, falso in bilancio, Gasparri sulla tv, Frattini sul conflitto d’interessi, riforma-porcata elettorale) e che ci hanno resi ridicoli al cospetto internazionale (ricordate l’Economist?), dovevano essere subito smantellate dal centro sinistra. Invece sono ancora in vigore. A quelle se ne sono aggiunte altre come l’indulto per svuotare le carceri (di nuovo piene), le intercettazioni e il bavaglio alla stampa, l’ordinamento giudiziario Mastella: tutto in barba alle promesse elettorali dell’Unione. (“Il ministro Mastella copia le riforme della Cdl”, si compiace l’on. avv. Pecorella). Prima era necessario corrompere, ora i soldi i partiti se li danno da soli, il controllato e il controllore sono sempre la stessa persona. E mentre Gherardo Colombo lascia la magistratura e Gian Carlo Caselli viene estromesso dalla Procura antimanfia, il giudice Carnevale, grazie a una legge apposita, ritorna in Cassazione a 76 anni (ci rimarrà fino a 83), Craxi viene pienamente riabilitato, anche a sinistra, e molti di coloro che sono stati riconosciuti colpevoli ora sono in Parlamento (alcuni in Commissione Antimafia). Forse per continuare a delinquere, sicuramente per difendere chi delinque. Ma una parte della società civile e della magistratura non ci sta.


E prova a resistere. Non lasciamoli soli.

sabato 8 dicembre 2007

Quando si invoca “il rispetto delle regole”, si deve sapere che o lo si fa con tutti, oppure “il rispetto delle regole” è una cosa ingiusta.


venerdì 7 dicembre 2007

Come Giuliano Amato aiutò Craxi e i suoi a sottrarsi alla giustizia


di Uguale per Tutti

Su La Repubblica (a pag. 10 nella versione cartacea) è stato pubblicato ieri un articolo di Sebastiano Messina, che racconta sinteticamente e per cenni del contenuto di un archivio di documenti privati di Bettino Craxi.

Questo archivio è, ovviamente, una fonte preziosa di informazioni su Craxi e ancor di più su tanta politica che a lui faceva riferimento.

Particolarmente significativa è una lettera scritta a mano di proprio pugno dall’attuale Ministro dell’Interno Giuliano Amato, che allora era Presidente del Consilio.

Sebastiano Messina ne riferisce così:
Continua - Leggi tutto l'articolo

lunedì 3 dicembre 2007

Emilio Piscopo, dirigente disoccupato suo malgrado

Italia della casta amministrativa, lo stato lo paga per non fare nulla,per conoscere una verità bisogna averla combattuta. L'esempio denuncia di un cittadino onesto EMILIO PISCOPO vedi il video.

domenica 2 dicembre 2007

Chi controlla i controllori?

Alcune considerazioni sul Procuratore Generale della Cassazione, dr. Mario Delli Priscoli, dopo le vicende che riguardano i Magistrati Forleo e De Magistris.

da Calabrialibre

Occorrerebbe poter approfondire la storia pregressa dell´attuale Procuratore generale presso la Corte di Cassazione, dott. Mario Delli Priscoli.Il Suo ruolo, infatti, gli conferisce il potere enorme, nonché la responsabilità di determinare, in sostanza, attraverso le Sue decisioni, come venga applicato in Italia, al di fuori e al di là di meri richiami, ammonizioni, moniti, dotte disquisizioni e analisi storico-giuridiche, ma nella prassi quotidiana e nei fatti, il principio dell´uguaglianza di tutti i cittadini dinnanzi alla legge. Perchè di questo, essenzialmente, si tratta e perchè dei due l´una.La coincidente tempestività di due atti:l´indagine disciplinare aperta nei confronti del gip Clementina Forleo e la riformulazione delle accuse nei confronti del pm Luigi De Magistris, sembrano voler distrarre l´attenzione, se non LEGGI TUTTO

venerdì 30 novembre 2007

DALLA CINA CON ORRORE

giovedì 29 novembre 2007
da Demosagorà...

Dalla Cina con orrore
Il 24 novembre si è celebrata la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Dalla Cina ci arrivano queste immagini del 2001 su cui non possiamo rimanere indifferenti.

NON CI SONO DAVVERO PAROLE DA AGGIUNGERE
Demosagorà si schiera contro la violenza sulle donne e su chi permette la perpetuazione di questi orrendi crimini.Maggiori informazioni sul sito di Europasera.

“Che la Cina e chi la governa, SI VERGOGNINO !”Fate girare il più possibile quest’ articolo, ed evitiamo di acquistare prodotti MADE IN CINA !

giovedì 29 novembre 2007

L’ex procuratore Borrelli: da Tangentopoli sembra non sia cambiato nulla ...

L’ex procuratore Borrelli: da Tangentopoli sembra non sia cambiato nulla ...


DA UGUALE PER TUTTI...

In relazione alla notizia del promuovimento dell’azione disciplinare nei confronti della collega Clementina Forleo, pubblichiamo una intervista resa dall’ex Procuratore della Repubblica di Milano Francesco Saverio Borrelli a La Repubblica il 27 luglio scorso.
Le parole di Francesco Saverio Borrelli inquadrano perfettamente il cuore del problema.
A quelle autorevoli parole vorremmo aggiungere solo poche brevi considerazioni.Quando divennero pubbliche le intercettazioni telefoniche di cui si discute, ci fu, come sempre, una gara dei politici coinvolti (che, con ciò, dimostravano di essere identici ai loro avversari dell’altra parte politica che tanto avevano criticato nelle precedente legislatura) a minimizzare la portata e il significato di quelle conversazioni telefoniche.Clementina Forleo doveva, per legge, chiedere al Senato l’autorizzazione all’uso di quelle intercettazioni..Continua - Leggi tutto l'articolo


Il testo integrale delle ordinanze del G.I.P. Forleo sul caso Unipol


Per chi vuole avere una conoscenza diretta dell'"oggetto del contendere", il testo integrale delle ordinanza del G.I.P. Clementina Forleo sul caso Unipol- da UGUALE PER TUTTI

Il testo integrale delle ordinanze del G.I.P. Forleo sul caso Unipol

mercoledì 28 novembre 2007

[ "VORREI MA NON POSSO"...]





[ "VORREI MA NON POSSO"...]


dal blog di Sandro Ruotolo


postato da: aleruotolo alle ore novembre 28, 2007 16:00



Dietrofront! Ah, la vecchia politica divora anche l'antipolitico per eccellenza, Silvio Berlusconi. Costretto dai malumori, dalla rivolta dei peones di Forza Italia, il signore di Arcore è costretto a far marcia indietro. Adieu partito nuovo, adieu partito della libertà: "Forza Italia non si scioglie più". Il Berlusconi di piazza San Babila che, dal predellino della Mercedes, aveva certificato la morte della casa delle libertà e la fine del suo partito-azienda lascia la scena momentaneamente con un "vorrei ma non posso", annunciando allo stato maggiore di Fi riunito a palazzo Grazioli che da ora in poi sarà meglio parlare di " partito rete" di cui faranno parte i partiti della Cdl, i circoli e poi chi vuole entrare della società civile. Diefront anche sulla riforma elettorale. Non più modello tedesco ma spagnolo: " le nostre condizioni però sono di lavorare a un sistema proporzionale con un'alta soglia di sbarramento che non cancelli il bipolarismo ma lo renda più maturo ed efficiente". Dietrofront anche sul voto anticipato. Nessun ultimatum al leader del partito democratico: "la data delle elezioni non può essere oggetto di trattativa, è competenza esclusiva del capo dello Stato". Che il centrosinistra stia messo male non c'è dubbio. Ma neanche a destra si scherza. Lunga vita al governo Prodi?


Minacce di Morte a De Magistris (censurato dalla rai)

Giancarlo Caselli: riflessione su legalità e giustizia

Sonia Alfano: tutti devono lottare contro la mafia /parte 1

Sonia rapresenta il coraggio della denuncia contro la mafia, le sue parole,sono verità. Quella verità che le istituzioni non vogliono vedere per far rispettare la legalità.

Sonia Alfano: tutti devono lottare contro la mafia /parte 2

martedì 27 novembre 2007

Denunce intimidazioni gip Forleo



Denunce intimidazioni gip Forleo
20/11/2007
Il racconto delle minacce negli anni
La storia personale di questi ultimi anni che la giudice delle indagini preliminari, Clementina Forleo, racconta alle autorità di polizia giudiziaria
. Leggi il documento

La guerra dei pomodori

La guerra dei pomodori
Donatella Papi - Comincia l'Italia.net
19 Novembre 2007

Per i rom, non hanno fatto niente. I campi sono sempre lì, l'indigenza pure. Per i bambini che muoiono e spariscono, neppure una legge per punire i pedofili e i ladri di innocenti. I furti, le rapine, le morti efferate e accidentali, quelle sul lavoro e in corsia, vanno al giorno. I senza lavoro, aumentano. Le tasse pure. Meno costi della politica, più gabelle. Li ripaghiamo noi. Gli impuniti, non si toccano. I raccomandati, sempre quelli e vanno avanti. I partiti, spariscono. Dopo i Ds ora Forza Italia. Solo due blocchi, come ai tempi dell'Unione Sovietica. I cittadini, sono un vaffa. La sovranità popolare se n'è andata con Biagi e altri della Patria. La democrazia è Veltroni, il miglior regime che ci possiamo augurare, dice lui. Il popolo è diventato Berlusconi, il cavalierato dei Previti. Le donne non contano, quelle al potere sono più sorde degli uomini. Il fascismo non c'è più, siamo tutti sfacisti. La giustizia è uguale per i potenti, impuniti. Lo Stato, è il silenzio. L'antistato, è l'antipolitica. La Chiesa, è Bagnasco e Ruini. Prodi dice: "Tutto questo fa riflettere". Berlusconi: "Ridivido l'Italia".Andreotti e Cossiga: "Resteremo l'ultimo voto". La mafia va in galera, perchè sono diventati troppi i mafiosi. I poteri, sono logori ma non c'è niente di meglio. I manager, sono costretti a svuotare le aziende. Gli operai, anche se vanno in piazza i giornali li cancellano. I giornali, dicono quello che vogliono. I rivoluzionari, sono Grilllo che è un comico. I paladini, Di Pietro che sta un giorno con la gente e l'altro coi corrotti. Quelli che cambiano, è Fini che ridiventa papà. Quelli che se ne vanno, è Fassino che sparisce in Birmania. Contro tutti? Io li amo. Sono loro che non amano noi. Ho voglia di prenderli a pomodori rossi, tirarli a Prodi, a Berlusconi, a chi comanda. O se ne vanno, o non sbaglino più.

Loro parlano e noi non arriviamo a fine mese

Loro parlano e noi non arriviamo a fine mese
di Irene Antoniazzi- Comincialitali.net

Torino 27 Novembre 2007
Fini dialoga con Veltroni, che a sua volta dialoga con Berlusconi, Berlusconi non parla, se non attraverso i giornali, con Casini e Fini, Bossi si tiene alla finestra a guardare, Prodi da il massimo appoggio a Veltroni, Bertinotti auspica, Napoletano monitora.Tutto sembra ruotare attorno all’uomo ombra, Veltroni, lui getta ponti, dice tutto il contrario di tutto, dialoga con tutti e tira le somme, consulta neanche fosse il Presidente della Repubblica, parla di sistema spagnolo, tedesco, inglese.
E l’italiano?L’italiano non arriva a fine del mese, l’italiano si spaventa di uscire la notte, l’italiano pensa all’ICI e all’ATO da pagare, l’Italiano pensa che del sistema anglo-franco-ispanico, non gli ne frega nulla.Sono loro i politici, sono loro che ci hanno portato in questo vicolo cieco e sono loro che non sanno come uscirne………siamo invece noi, purtroppo, a non arrivare a fine mese.

domenica 25 novembre 2007

Il potere mascherato da cappuccetto rosso

Si spera che i politici onesti siano comunque la maggioranza.

di Laura Morrone www.reportonline.it

“‘Ndrangheta”, “Mafia”, “Camorra”,“Sacra Corona Unita”, “Cosa nostra” queste sono termini, usualmente, adoperati in Italia e in generale nel mondo, per definire tutto ciò che anti-legale in Italia.
Sembrerebbe riduttiva come spiegazione, considerati gli innumerevoli dibattiti sull’argomento da parte di critici, letterati, giornalisti, sociologi e quant’altro ma spiego:
la corruzione, il riciclaggio di denaro sporco, il traffico di stupefacenti, di bambini, di bambine e di donne avviate alla prostituzione, sono , come tutti ben sanno, reati disciplinati dal nostro vigente codice penale.
Il fenomeno che sta dilagando in Italia, in questi ultimi vent’anni, vede come protagonisti delle vicende del malaffare, non piu’ delinquenti, come negli esempi dei libri di diritto o nel senso comunemente adoperato del termine, ossia persone criminali, pazzi amorali, mancanti di qualsiasi senso del dovere ed etico, ma persone che, per elezione, per principio, per formazione ed in primis in quanto rappresentanti della legalità, dovrebbero avere un alto senso dello Stato e del decoro istituzionale.
Un esempio a caso, il processo nei confronti di Andreotti, prosciolto per il reato di associazione mafiosa per insufficienza di prove, e non condannabile per il reato di associazione a delinquere per prescrizione del reato, nonostante rilevanti gravi indizi di colpevolezza., che non significa sentenza di proscioglimento per insussistenza del fatto.
Oggi, ci spostiamo in Calabria, il caso eclatante di manipolazione della giustizia, riguarda, il pm Luigi De Magistris, il quale, mentre stava svolgendo indagini, su alcuni nomi noti del governo Italiano, tra cui il presidente del consiglio dei ministri ed il ministro della giustizia, viene fermato e addirittura indagato per abuso di potere.
Il caso è a tutti ben noto, quindi risparmio repliche inutili, ma il tutto, per arrivare a dire, che oggi il mafioso non è più quello che noi siamo abituati a vedere nei film, come Riina o Provenzano.Ora ci sono famiglie influenti, ricche e numerose e politici influenti poveri e corrotti e soprattutto succubi, usati e condannati dalla mafia.
Non si vuole cadere nella demagogia, ma solo dire che se, fino ad oggi, l’anti-legalità ha trovato terreno fertile è anche perché gli insospettabili, mascherati da cappuccetto rosso, hanno fortificato con i fondi pubblici, anche europei, le cosiddette associazioni a delinquere che fanno capo a loro stessi.
E visto che nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva di condanna e laddove la sentenza sia impossibile da pronunciarsi per prescrizione dei termini, si ritiene, sarebbe stato opportuno, presentare sentite e dovute dimissioni, sia perché nel cittadino italiano permane il dubbio di colpevolezza, e al governo desidererebbe gente candida, e sia per l’orgoglio naturale che dovrebbe contraddistinguere questi signori, in quanto “uomini d’onore”.

Il Quirinale piu' costoso dell'Eliseo e di Buckingham Palace messi insieme

Fonte: Corriere della Sera, 28 aprile 2007, inchiesta di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, che hanno pubblicato un libro in proposito

Bilanci di Buckingham Palace sono reperibili nei minimi dettagli su internet all'indirizzo www.royal.gov.uk/output/page3954.asp, con tutte le voci relative ad entrate ed uscite: così si può leggere ad esempio che i dipendenti a tempo indeterminato a carico della Civil List alla fine del 2005 erano 310, cioè 3 in più rispetto all'anno prima, che la regina ha avuto regali ufficiali per 152.000 euro, che nelle cantine reali sono stoccati vini e liquori «in ordine di annata», per un valore stimato in 608.000 euro, che le uniformi del personale sono costate 152.000 euro e «catering e ospitalità» 1.520.000, o prendere nota dei passeggeri su di un preciso volo di Stato di un determinato giorno. E naturalmente non sono celati nomi e stipendi dei massimi dirigenti: gli inglesi possono quindi vedere che la busta paga di Lord Chamberlain (Richard Luce fino all'11 ottobre del 2006, poi William Peel) è stata di 97.000 euro, quella del segretario particolare della regina Robin Janvrin di 253.000, quella del responsabile del Portafoglio privato Alain Reid di 276.000, quella del Maestro di Casa David Walker 191.000 euro.Una trasparenza che in Italia, nonostante i buoni propositi del presidente Napolitano, ci sognamo: l'unica fonte cui il comune cittadino puo' oggi attingere e' la comunicazione annuale con cui il Quirinale informa il governo di aver bisogno di «tot soldi» senza spiegare nulla su come vengano spesi, e che nel corso degli anni ha continuato, inesorabilmente a crescere, senza che mai sia stato segnalato un taglio e senza che mai sia stata fornita una risposta alle richieste di aggiornamento dei dati conosciuti e mai smentiti. LEGGI TUTTO



mercoledì 21 novembre 2007

CON LE MANI PULITE-Onestà...Onestà...Onestà.


Sandro Pertini, l' indimenticato Presidente Partigiano, amatissimo da tutti gli italiani, in un suo discorso pubblico di oltre vent'anni addietro, pronunciava queste "profetiche" parole che adesso potrete ascoltare dalla sua viva voce e leggere di seguito nella trascrizione originale.
"Oggi la nuova Resistenza in cosa consiste... ecco cappello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato, di difendere la Repubblica e la Democrazia.

E cioè oggi ci vuole due qualità a mio avviso, cara amica
, l'onestà e il coraggio...l'onestà...l'onestà...l'onestà.

E quindi cappello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto la politica deve essere fatta CON LE MANI PULITE! Non ci possono essere... se c'è qualche scandalo...se c'è...se c'è qualcheduno che da scandalo...se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i propri sporchi interessi DEVE ESSERE DENUNCIATO SENZA ALCUN TIMORE!"
Sandro Pertini
(1896 - 1990)

sANDRO PERTINI -DISCORSO IN UN CONVEGNO

Luigi De Magistris al Parlamento Europeo

I finanziamenti Comunitari della Comunità Europea,i soldi pubblici destinati allo sviluppo dell'attività e dell'economia del nostro territorio dove finiscono? Che ruolo ha la criminalità organizzata? Ascoltiamo il giudice che ha svolto diverse indadigi e leggete i miei post sul Mugello per vedere la realtà.

*******************
*********************


domenica 18 novembre 2007

GRAZIE..GRAZIE...GRAZIE...mille grazie...!

il grande incubo


venerdì 16 novembre 2007

Lettera aperta di Salvatore Borsellino al Sig. Mastella

Milano, 14 Novembre 2007

Ricevo da Benny Calasanzio la lettera allegata [v. sotto], una lettera piena di dignita’ e di disgusto per l’ultima, inaccettabile esternazione del signor Clemente Mastella, mi ripugna adoperare per questo personaggio il titolo di Ministro della Repubblica, che ha annunciato di avre intenzione di querelare Beppe Grillo per le sue dichiarazioni al Parlamento Europeo e di volere devolvere gli eventuali proventi di questa querela ai familiari delle vittime della mafia.
La minaccia di querela e’ uno spauracchio che viene ormai correntemente usato come surrogato degli “avvertimenti mafiosi” da poltici che hanno dimestichezza con questo tipo
LEGGI TUTTO

giovedì 15 novembre 2007

Senato, si va in pensione a 53 anni


Costi della politica


Senato, si va in pensione a 53 anni
131.000 euro di reddito medio per i dipendenti



Corriere della Sera.it - Venerdì 16 novembre 2007

L'aula del Senato (Olycom)ROMA - I questori del Senato, decisi a tagliare i privilegi, stanno per proporre ai sindacati interni un immenso sacrificio: da gennaio tutti in pensione a 53 anni. Chiederete: è uno scherzo? Per niente: mentre il resto del Paese discute sul limite dei 61 anni (dal 2013) e la Germania ha già alzato l'asticella per arrivare a 67 anni, i dipendenti di Palazzo Madama possono ancora ritirarsi (in gran parte) quando sono sulla cinquantina, belli e aitanti.
Andando a prendere fino al 90% dell'ultima busta paga. E facendo marameo (fino a quando non verrà fatta una riforma seria) all'introduzione del sistema contributivo introdotto per tutti gli altri lavoratori italiani da oltre dodici anni. Il tema dell'innalzamento dell'età pensionabile, in realtà, è solo una delle questioni più spinose. E Dio sa se i senatori non preferirebbero evitare ogni possibile scontro, sia pure vellutato, con quel personale che così ossequiosamente li accudisce. La situazione, però, si è fatta insostenibile: la spesa per i dipendenti, compresi quelli a tempo determinato, è salita quest'anno a 158.407.000 euro. Il doppio (esattamente il 101% in più) rispetto al ‘97. Con un aumento reale, tolta l'inflazione, del 66,2%. Ci hanno detto e ripetuto in questi anni che siamo in tempi di vacche magre e che i cittadini tutti devono stringere la cinghia?
Bene: dal 1997 (quando erano 884 contro i 1.053 di oggi: più 169) gli addetti alla camera alta, dal magazziniere al segretario generale, hanno visto mediamente crescere la loro retribuzione netta del 46,58% in termini monetari e del 21,64% in termini reali, senza l'inflazione. Un trattamento deluxe, pari a circa il doppio del parallelo aumento registrato nello stesso decennio dagli stipendi degli altri dipendenti pubblici (più 12,5% reale) e quasi al quadruplo dei ritocchi (più 6,4%) strappati sempre dal 1997 al 2007 dai lavoratori delle industrie private. Neppure lo scandalo intorno ai costi esorbitanti della politica e dei Palazzi, esploso un anno fa dopo una serie di servizi del Corriere, è servito ad arginare l'onda lunga. Ricordate l'irritazione alla scoperta che un dipendente medio guadagnava nel 2006 la bellezza di 118 mila euro? Bene: adesso ne guadagna 131.124. Cioè 13.000 in più. Con un aumento dell'11%. Sei volte e mezzo l'inflazione. Risultato: perfino i dati sparati da L'Espresso a luglio, quelli che fecero strabuzzare gli occhi agli italiani nel leggere che il segretario generale Antonio Malaschini coi suoi 485 mila euro prendeva molto più del doppio del presidente della Repubblica, che uno stenografo arrivava a guadagnarne 254 mila e un barbiere 133 mila (pari a 36 mila più che il Lord Chamberlain della monarchia inglese William Peel) sono oggi vecchi. Da aggiornare in rialzo. E il bello è che, salvo una svolta, continueranno a crescere.
Le regole dicono infatti che se i questori del Senato non spediranno una disdetta ai sindacati dei dipendenti (una decina e piuttosto combattivi) entro il prossimo 31 dicembre, il contratto si intenderà automaticamente rinnovato per altri tre anni. E per capire come sia fatto, quel contratto d'oro zecchino, è sufficiente spiegare un dettaglio: ventidue anni dopo il referendum del 9 giugno 1985 sull'abolizione della scala mobile per tutti gli altri italiani, i lavoratori di Palazzo Madama possono ancora contare su una scala mobile tutta loro. In base alla quale il loro stipendio cresce ogni anno dello 0,75% oltre al recupero dell'inflazione programmata. Questa era stata fissata al 2%? L'aumento è del 2,75%. Con un regalino ulteriore. Nel caso l'aumento del costo della vita sia superiore a quello programmato, questo aumento viene tutto recuperato (inflazione reale al 3%? Aumento del 3,75) ma nel caso sia inferiore, vale la quota programmata: inflazione reale all'1%? Aumento del 2,75. Chiamiamola col suo nome: è un'indecenza. Offensiva nei confronti di tutti i cittadini italiani. A partire da quelli pronti a sottoscrivere la tesi di Franco Marini e Fausto Bertinotti, che dopo la deflagrazione del dossier stipendi spiegarono come il Parlamento dovesse avere un personale di eccellenza. Cittadini disposti a pagare profumatamente i funzionari indispensabili al funzionamento dello Stato. Ma non a riconoscere certi privilegi.

Come il diritto degli addetti alla Camera alta ad accumulare cinque giorni di ferie l'anno perché gli siano liquidati alla fine in base all'ultimo stipendio. O il regalino annuale di 2 milioni di euro distribuiti a pioggia come premio. O la progressione delle retribuzioni che, come avrebbe denunciato in una drammatica e segretissima lettera a Marini il questore Gianni Nieddu, possono impennarsi dall'assunzione alla pensione del 368%: tre volte quelle dei professori universitari, che non sono nemmeno gli statali meno pagati. Financo il rimborso dei taxi e dei permessi per entrare nel centro storico di Roma: 50 mila euro. C'è poi da stupirsi se, con regole così, il personale costa oggi uno sproposito? Pesava, dieci anni fa, per il 37,1 per cento sul costo complessivo del Senato. Oggi è salito di oltre sei punti: 43,2 per cento. Per un totale di 236 milioni di euro. Compresi, come si diceva, i soldi che finiscono ai pensionati. I quali sono oggi 656, costeranno nel 2007 ben 77 milioni e mezzo di euro e incassano mediamente 118 mila euro a testa. Quanto la cosa sia esplosiva lo dice il confronto col 1997: in dieci anni la spesa pensionistica di palazzo Madama è cresciuta dell'80,7%. Tolta l'inflazione, del 49,4%. Un'impennata mostruosa. Dovuta anche, come dicevamo, al fatto che i dipendenti assunti dopo il 1998 possono andare in pensione a 53 anni (purché la somma dell'età, dei contributi, minimo 30 anni, e dell'anzianità di servizio, minimo 21 anni, faccia almeno 109) e con l'eventuale ricongiungimento contributivo interamente a carico del Senato. Cioè quattro anni prima di chi ha la salute minata da lavori usuranti quali i minatori, i palombari, gli operai chimici che si calano nelle autoclavi, i fuochisti che lavorano agli altoforni. Cinque in meno di splendidi sex symbol del cinema come Fanny Ardandt o Richard Gere. Eppure in gran parte, se assunti prima del 1998, possono andare in pensione anche prima. Il tutto dodici anni dopo la riforma che porta il nome di Lamberto Dini. Alla faccia di chi si scanna sullo scalone, lo scalino, i quarant'anni di contributi…
Sergio RizzoGian Antonio Stella15 novembre 2007


Legalità come disvalore sociale

Legalità come disvalore sociale
di Vito Pirrone(Avvocato)

Uno dei problemi di maggior rilevanza della società italiana è costituito dalla crisi della legalità.Il concetto di legalità esprime la puntuale applicazione delle norme di legge alle singole fattispecie, essa indica un modo di agire, che consiste, secondo la definizione di Pietro Calamandrei, “nel principio molto elementare e trito del rispetto delle leggi”.Invero, si assiste oggi a un diffuso e radicato modo di vivere che, a tutti i livelli, considera la legalità come un disvalore.Ancora oggi dobbiamo registrare che nel sentire comune molto spesso non viene chiaramente percepito il rapporto antitetico legalità-illegalità.Nel comune modo di “sentire” la norma, che radica il concetto della legalità, è vissuta come qualcosa di astratto che si può anche non osservare.Il precetto normativo viene sovente superato da un modo comune di intendere che spesso si pone in totale discrasia con esso.Di fronte a questa anomalia italiana, si pone l’interrogativo: quali i motivi di una tale radicata cultura dell’illegalità.Continua - Leggi tutto l'articolo

WHY NOT - LA MASSONERIA CALABRESE DOMINA LA LA LOGGIA DI SAN MARINO

Pubblicato da Massimiliano Riverso su Novembre 12, 2007

La Loggia di San Marino dominata dai calabresi



COSENZA - Importante rivelazione del Gran Maestro del Goi della Repubblica del Titano. «Sono venuti qua per nascondere i loro soldi». C’è un asse privilegiato sulla via che collega la Calabria all’Emilia Romagna. E’ l’asse della massoneria legata agli affari. Ma c’è una novità sostanziale che afferma, ancora una volta, la bontà delle indagini compiute da Luigi De Magistris. A San Marino la loggia coperta c’era davvero, ma era stata fondata da «uomini e donne calabresi e napoletani».

Lo ha detto Italo Canali, Gran Maestro ufficiale della Loggia Serenissima di San Marino, collegata con il Grande Oriente Italiano , affiliata alla casa madre americana del rito scozzese antico ed accettato. Noi non c’entriamo con le porcherie che emergono dalle inchieste- ha detto Canali -perché siamo un gruppo di professionisti perbene, animato dalla logica ideale e dalla voglia di portare avanti i valori universali della massoneria. Canali ha parlato di «uomini e donne, napoletani e calabresi» che avrebbero costituito la loggia. Tutto questo sarebbe avvenuto «presso lo studio di un notaio».La magistratura non ha interrogato il Gran Maestro ufficiale della massoneria sanmarinese, ma le rivelazioni di Canali sono inquietanti. «Tutti parlano della Gran Loggia di San Marino,- ha detto ancora - anzi tutti ne straparlano. Però a noi nessuno ci invita in televisione, e nessun magistrato ci ha mai ascoltati in tribunale. Anche io lo trovo strano».

INCHIESTE CALABRO-LUCANE

Cosa c’è dietro le inchieste Calabro-lucane?



Comunicato del Comitato per De Magistris e per l’affermazione dello stato di diritto
martedì 30 ottobre 2007 di Redazione.


L’azione di delegittimazione, partita a 360° partita contro il PM partenopeo, assume in questo momento storico un significato dissuasivo, per chiunque cittadino o Magistrato voglia prendere iniziative volte a smantellare il perverso sistema di potere messo in essere da politica, massoneria e pezzi dello stato deviati.
Il messaggio che si vuole far passare è il seguente:” chiunque metta a nudo realtà che vedono coinvolti poteri forti, deve dare per scontato una reazione concentrica contro di lui di, media asserviti, poteri istituzionali collusi o deviati, minacce da parte della malavita organizzata, e stroncatura della carriera”.
Le armi messe in campo da questo coacervo perverso sono, di per sè dissuasive, restiamo sgomenti davanti a questi messaggi che ora non sono più subliminali ma ufficiali, certificati ed anche istituzionali. La potenza di fuoco, messa in campo, dà le dimensioni di cosa c’è dietro le inchieste calabro-lucane, c’è ben altro in gioco che banali questioni di voto di scambio o truffe all’UE, di per se gravi ma ormai metabolizzate come fisiologiche del sistema, c’è in gioco l’intero sistema politico nazionale, c’è tutta la classe dirigente di Governo e di ex Governo, ci sono gli apparati di partito, gran parte delle istituzioni, moltissimi magistrati, l’intero apparato dei servizi, membri delle forze dell’ordine, alti burocrati, gran parte dell’informazione, massoneria deviata e non e pure pezzi del clero deviato.
Dobbiamo avere il coraggio di dire le cose, non a metà ma per intere. Cosa resta di sano? Quasi nulla, e quel poco che resta è completamente disarmato. Quali possono essere le strade da percorrere per ricostruire, tutti c’è lo stiamo chiedendo, ma si parte da zero, da una realtà che ci vede impoveriti, disoccupati, mal curati e pure mal formati, succubi di apparati dai quali dipendiamo per soddisfare i bisogni più elementari.
Davanti a questa grave situazione solo un grande sforzo di tutti coloro, cittadini e non, che hanno preso coscienza, possono cercare di seminare il germe della ricostruzione economico-morale di questa azzoppata democrazia, per troppo tempo noi cittadini ci siamo lasciati distrarre, dai reality televisivi e dalle lusinghe della politica, per molto troppo tempo abbiamo delegato agli altri la gestione della nostra vita e del nostro futuro, è giunto il momento di rimboccarsi le maniche e dopo aver spazzato via tutto il marciume che ci circonda, tentiamo la risalita per ridare dignità a noi stessi, al nostro futuro e alle generazioni che verranno, alle quali dovremo poi spiegare le responsabilità di aver contribuito a depauperare un bene sacro come la democrazia.
Comitato per De Magistris e per l’affermazione dello stato di diritto.


lunedì 12 novembre 2007

Preghiera della Poltrona






Dal Blog On ANGELA NAPOLI

domenica 11 novembre 2007

PREGHIERA DEL GOVERNATORE LOIERO: SIGNORE FAMMI SEMPRE TROVARE UN PARTITO CHE MI GARANTISCA LA POLTRONA
Agazio Loiero, eletto nel 2005, nella coalizione dell’Unione, Presidente della Giunta Regionale della Calabria, ha sempre avuto un solo credo politico, quello della poltrona”, se è vero come è vero che ha fatto parte dei seguenti partiti: Democrazia Cristiana, Partito Popolare, Patto per l’Italia, Centro Cristiano Democratico, Cristiani Democratici per la Repubblica, Unione Democratica per la Repubblica, Unione dei Democratici per l’Europa, Democrazia e Libertà – La Margherita, Partito Democratico Meridionale(da lui fondato) ed oggi Partito Democratico.In tutti questi passaggi è riuscito sempre a garantirsi qualche poltrona: consigliere comunale dal 1980; segretario provinciale della DC dal 1984; deputato nel 1987 e riconfermato, per il secondo mandato, nel 1992; senatore nel 1996; sottosegretario ai Beni Culturali nel 1998 con il primo Governo D’Alema; ministro per i Rapporti col Parlamento nel 1999 con il D’Alema bis; nel 2000 assume l’incarico di ministro per gli Affari regionali nel Governo Amato; nel 2001 nuovamente eletto deputato e nominato vicepresidente del gruppo parlamentare della Margherita. Da deputato viene eletto, nel 2005, Presidente della Giunta della Regione Calabria e con questa carica, solo un anno dopo, fonda il suo Partito Democratico Meridionale; oggi, sempre da Governatore calabrese, viene proposto quale Presidente dell’Assemblea costituente del cosiddetto nuovo PD regionale.Il tutto, naturalmente, con buona grazia di Prodi e Minniti!Dimenticavo di ricordare la sua ultima vicenda giudiziaria: richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ed alla turbativa d’asta nel settore della sanità calabrese.Ma c’è l’ultimissima chicca: Loiero si sta accingendo a varare ben la sua quarta Giunta regionale, designando persino un magistrato quale vice presidente, naturalmente per continuare a garantirsi la poltrona!E domani dove troveremo Agazio Loiero? Certamente su una poltrona di un qualsiasi partito che continuerà a garantirgliela!Ecco chi governa questa povera Regione!On. Angela NapoliTaurianova, 11 novembre 2007

sabato 10 novembre 2007

Truffe ue nel Mugello

Le erogazioni e pubbliche i finanziamenti della Comunità Europea, appartengono a tutti i cittadini non devono andare in pasto a quei loschi gruppi affaristici, a chi avvalendosi di professionisti che fanno parte della zona grigia dei colletti bianchi, studiano ed istruiscono e collaudano pratiche con vari escamotage per riempirsi le tasche personali. Pietro Tagliaferri

FINAZIAMENTI COMUNITARI









Dal Galletto Sabato 10 Novembre 2007

venerdì 9 novembre 2007

Dichiarato inammissibile il ricorso di Luigi De Magistris contro l'avocazione dell'inchiesta "Why not"

LEGGI da UGUALE PER TUTTI

"Ci avviamo al crollo dello stato di diritto. Siamo alla magistratura degli Anni Trenta, siamo tornati a un ordinamento giudiziario gerarchizzato proprio dell'epoca fascista".



video verità no comment!!





















Sotto una serie di video, non c'è bisogno di commenti, la verità è sotto gli occhi di tutti. Non girarti dalla altra parte, guarda anche tu!!

Apocalisse sociale

tagliare stipendio ai nostri dipendenti

la povertà

Quello che la casta non vede

Ballarò - Comunità montana Murgia Tarantina

Comunità montane al livello del mare


LEGGI articolo di Chiara Spagnolo il Quotidiano della Calabria
Giovedi 8 Novembre 2007


giovedì 8 novembre 2007

Legalità

Dobbiamo smettere di far finta di niente, bisogna avere il coraggio d'iniziare a vedere la realtà pur scomoda che sia.



“Pacchetto sicurezza” la totale inutilità di tali misure per la tutela della sicurezza dei cittadini.


Da UGUALE PER TUTTI,il blog dove si parla dei problemi dell’amministrazione della giustizia in Italia. Leggi


UGUALE PER TUTTI
"Questo blog è promosso da magistrati che intendono parlare sia alla società civile che ai loro colleghi. E’ promosso da magistrati che non si attribuiscono qualità superiori a quelle dei tanti loro colleghi che quotidianamente si spendono senza riserve, con un’abnegazione che in nessun modo viene apprezzata e men che meno ricompensata, ma che credono che per affrontare in maniera nuova e diversa i gravi problemi che affliggono la giustizia non si possa aspettare che a cambiare siano “gli altri”, ma, mentre si invoca dagli altri questo cambiamento, si deve essere pronti ad offrirlo e seriamente noi stessi." UGUALE PER TUTTI


I GIUDICI DIVENTANO IMPUTATI



8 Novembre 2007
Quando si toccano i poteri forti ed occulti succede anche questo, è una vergogna non esiste più uno stato di diritto.Pietro tagliaferri


mercoledì 7 novembre 2007

GLI AFFARI DELLA FAMIGLIA MASTELLA

Dal giornale dell’Udeur “il Campanile”, grazie ai fondi pubblici, pagati voli, consulenze e case.
da La Provincia cosentina
Tanti capitoli, una sola persona: anzi un unico ministro in carica, Clemente Mastella.A mettere sotto la lente di ingrandimento i “difetti” del guardasigilli è un articolo pubblicato dal settimanale l’Espresso in cui si parla di consulenze, voli speciali, contratti, benzina e case e, visto che si avvicina Natale, perché no anche torroncini e panettoni. Il tutto pagato dal giornale dell’Udeur “il Campanile” che ha ricevuto una buona parte di soldi pubblici.

L’inchiesta mette in primo piano gli intrecci tra finanziamenti pubblici e la famiglia dell’onorevole Mastella. La storia risale addirittura a prima che al pm Luigi De Magistris venisse tolta l’inchiesta che metteva tra gli indagati anche Clemente Mastella. Il giornale finanziato con i soldi dei contribuenti ha pagato una parcella di 40 mila euro al ministro della Giustizia per la sua collaborazione giornalistica, 14 mila per acquistare i celebri torroncini di Benevento che «spesso finivano in regalo – si legge sul settimanale – a politici e giornalisti magari con il messaggio di auguri di Sandra e Clemente. A questo vanno aggiunti i biglietti aerei per la famiglia e il segretario». Nel capitolo delle entrate anche 12 mila euro incassati dallo studio del figlio, Pellegrino Mastella, e i 36 mila euro risucchiati dalla sua agenzia di assicurazioni.Ma dall’indagine effettuata dall’Espresso le spese del quotidiano politico “il Campanile” spiegano maglio di ogni altra cosa il funzionamento della “mastellopoli”. Infatti il giornale costa ogni anno due milioni e mezzo di euro anche se non supera le cinquemila copie complessive, delle quali 1500 passano per le edicole e il resto finisce al macero.
Ma per capire meglio la ripartizione delle spese, l’Espresso indaga nel bilancio provvisorio presentato dal vecchio amministratore: sono stati pagati 98 mila euro per viaggi e trasferte, tra gli altri hanno volato Sandra Lonardo (moglie del ministro), Pellegrino ed Elio Mastella e pure la moglie di Pellegrino.Sempre nel 2005 il Natale è stato particolarmente d’oro: pagate 141 mila euro per spese di rappresentanza, 22 mila euro di liberalità, sono spariti per pacchi, dolciumi e torroni circa 17 mila euro.E ben 8 mila e quattrocento partono dalle casse del giornale per finire alla “Dolciaria Serio” di San Marco dei Cavoti e oltre seimila euro per il torroncino del Casale, paese del cognato del ministro. Invece, ad occuparsi dei regali di Natale è «la signora Sandra – si legge nell’articolo - che arriva al Cis di Nola e spende 1150 euro di articoli da regalo e sempre soldi del Campanile, e ancora 2030 euro nei negozi a Benevento».La famiglia di Ceppaloni, poi, fa timbrare al distributore le cartelle carburante per un totale di quattromila euro al mese. Un altro capitolo merita l’appartamento di via Arenula, sede del giornale.L’ufficio era di proprietà dell’Inail che lo aveva affittato al partito dell’Udeur, l’acquisto infine è stato messo in pratica a un ottimo prezzo da una società dei figli del segretario.Ma l’ombra del Campanile in qualche modo segna la “traiettoria professionale” del figlio maggiore del ministro della Giustizia, che, dal governo Prodi, appena laureato, ottiene un contratto di praticantato giornalistico insieme alla sua fidanzata Alessia. La mossa successiva è semplice: Alessia sbarca all’autorità delle comunicazioni nella segreteria dell’ex deputato Udeur Roberto Napoli, mentre il figlio diventa socio dello studio Criscuolo.E ancora società di brokeraggio che grazie all’ex direttore del “Campanile” Cimmino hanno incassato subito 36 mila euro tra polizze e consulenze.

domenica 4 novembre 2007

POTERI FORTI "Why not"

"È inutile aspettare il Csm, perchè De Magistris se lo sono già fatto fuori"


Gioacchino Genchi, l'esperto nominato da Luigi De Magistris, è stato rimosso dal suo incarico dalla Procura di Catanzaro insieme al capitano dei Carabinieri Pasquale Zacheo che aveva seguito l'inchiesta Why Not dal suo inizio.




Terrificante la relazione fatta da Gioacchino Genchi, nella quale i nomi della politica italiana vengono fuori.





mercoledì 31 ottobre 2007

On.ANGELA NAPOLI un politico coraggioso.

Un politico che vede la realtà della propria Regione, con coraggio denuncia e si impegna nella battaglia per il ripristino della legalità.
Isolata anche dai colleghi di partito, si è sempre distinta per il coraggio di denunciare la verità, anche e soprattutto quelle scomode, trovando la forza di informare sempre i cittadini.
Vi invito a leggere l'articolo sotto riportato e visitare il suo personale blog-
Dobbiamo rendere merito alla sua etica professionale alla sua onesta per il lavoro svolto nelle varie legislature, per il servizio reso a tutti noi, cittadini che crediamo nei valori assoluti della vera democrazia.
Possiamo affermare con imparziale consapevolezza, guardando oltre le idee politiche che sono opinionabili, molti cittadini le condivideranno, molti altri no, l'On. ANGELA NAPOLI, è una dei pochi politici che si batte veramente contro le mafie i poteri forti della politica e della massoneria deviata.
Pietro Tagliaferri
domenica 21 ottobre 2007

POVERA CALABRIA

Povera Calabria, altro che “Figlia prediletta”! In questa terra si uccide, si minaccia, si collude, si truffa, si gestisce il denaro pubblico all’insegna dell’interesse personale ed a pagarne le spese è solamente il povero cittadino onesto. Impera la garanzia dell’impunità: sono pochissimi gli uomini della ‘ndrangheta che espiano la loro pena con il regime del 41 bis, i numerosi delitti rimangono pressoché tutti impuniti, chi intasca soldi destinati alla comunità può tranquillamente reinvestirli nei “paradisi fiscali”. Il tutto nel mentre la disoccupazione aumenta, i precari vengono destinati a rimanere tali a vita, le Forze dell’Ordine rimangono costrette a lavorare senza alcun supporto, neppure di natura morale, ed i Magistrati sono costretti a lavorare sotto le minacce della ‘ndrangheta e dei poteri forti. Ditemi se in Calabria si può mai parlare di Stato di diritto! Quanto accaduto ieri con la sottrazione dell’inchiesta “Why Not” al Procuratore De Magistris equipara una certa politica a quella parte della ‘ndrangheta che riesce a coordinare i processi giudiziari e ad essere garantita all’interno del sistema carcerario.Chi mai riuscirà più a far comprendere ai Calabresi qual è la parte oscura dei vari mondi politico, imprenditoriale e della stessa Magistratura? Chi mai riuscirà a togliere dalla testa di Beppe Grillo, dei suoi sostenitori e di Gian Antonio Stella che la “casta” è costituita soltanto da certi politici irresponsabili e che non è più accettabile fare “di tutta l’erba un fascio”?Sono semplicemente nauseata e non so se il Ministro Mastella mi darà mai l’opportunità di esplicitargli ciò che penso venendo a rispondere, nell’ Aula di Montecitorio, alle mie numerose interrogazioni ed interpellanze rivoltegli! E pensare che oggi Prodi e Mastella vanno a Napoli a prendersi la benedizione di Papa Benedetto XVI!On. Angela NapoliTaurianova, 21 ottobre 2007



sabato 27 ottobre 2007

DALLA PARTE DI DE MAGISTRIS

Togliere l'inchieste al P.M De Magistris è un gravissimo attentato allo stato di diritto della nostra democrazia.
La costituzione italiana- art. 3 -Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Il P.M stava per concludere le indagini dell'inchiesta“Why not”, inchiesta che avrebbe scoperto, rapporti fra politici intoccabili e potenti massoni, associati insieme da un comune interesse affaristico, depravavano i finanziamenti comunitari destinati allo sviluppo della Calabria.
Indagare sui politici, sui poteri occulti infiltrati nelle istituzioni, sulla mafia dai colletti bianchi non è possibile, questi sono gli intoccabili.
Chi coraggiosamente indaga viene fatto fuori.
Stare dalla parte di De Magistris significa difendere la verità e l'indipendenza della magistratura da poteri forti e occulti.
Stare dalla parte di De Magistris è per chiedere che l'inchieste devono andare avanti e devono essere rese al P.M. coraggioso Luigi De Magistris.









Leggi articolo di Peter Gomez e Marco Lillo (29 marzo 2007)

La loggia degli affari

AnnoZero 25 ottobre 2007

'ndrangheta, mafia, massoneria,

vogliono togliere le indagini al Giudice Luigi De Magistris.


Un giudice coraggioso che stà scoprendo i rapporti fra mafia massoneria e politica.

Per non "girarsi dall'altra parte"


di Uguale per TuttiVi proponiamo il video del filmato con il quale è iniziata ieri sera la trasmissione AnnoZero su RaiDue.Ve lo proponiamo perché racconta ed esprime un desiderio di giustizia secondo noi molto importante.Ve lo proponiamo sapendo che tanti diranno che farlo è retorico, che il filmato è eccessivo, che non è opportuno, che i "toni" e/o le parole non sono quelli giusti e un sacco di altre cose.Ve lo proponiamo dicendo a chi pensa che non lo dovremmo fare che questo filmato racconta una pezzo della realtà e a nostro modesto parere un pezzo importante della realtà.Crediamo che sia del tutto legittimo condividerlo o no, condividere o no la scelta di riproporlo qui.Crediamo anche, però, che sia assolutamente sbagliato che la politica e una parte dei cittadini si "girino dall'altra parte" e pretendano che anche altri lo facciano, che chiudano gli occhi dinanzi al disagio e alle istanze che questo filmato racconta.Una politica capace, un popolo maturo debbono avere una risposta a queste domande e una risposta non è sfuggire il problema né, men che meno, soffocare le domande con una serie di obiezioni pretestuose: l’opportunità, i toni, l’eleganza, la sede, il rispetto delle istituzioni, la musica di sottofondo, la tv, eccetera.Per favore, qualunque cosa pensiate del filmato, ponetevi il problema e ponetelo a chi vi sta accanto.Protagonisti del filmato sono Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, assassinato a Palermo il 19 luglio 1992, Rosanna Scopelliti, figlia del giudice Antonino Scopelliti, assassinato a Campo Calabro il 9 agosto 1991, e Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe Alfano, assassinato a Barcellona Pozzo di Gotto l’8 gennaio 1993.Continua - Leggi tutto l'articolo

ANNO ZERO

guarda la puntata del 25 Ottobre 2007.

venerdì 26 ottobre 2007

“Why not” - L'interrogatorio di Tursi Prato

L'interrogatorio di Tursi Prato
Il verbale integrale dell'interrogatorio di Giuseppe Tursi Prato davanti al pm di Catanzaro Luigi De Magistris l'11 ottobre 2007: il supertestimone parla di voto di scambio e rapporti tra politici, imprenditori e magistrati. Facendo tutti i nomi


mercoledì 24 ottobre 2007

«Dottò, lei è andato al cuore del problema»


«Dottò, lei è andato al cuore del problema»



Pino Tursi Prato, ex consigliere regionale. E' lui il politico che sta collaborando nell'inchiesta Why Not sui presunti illeciti nella gestione dei finanziamenti pubblici.
Pino Tursi Prato, 54 anni, già commissario dell'ASL di COsenza, è attualmente in carcere a Vibo Valentia dove sta scontando una condanna definitiva a nove anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa finalizzata al voto di scambio e corruzione.
L'accusa risale agli anni della gestione commissariale della ASL e a fatti accaduti nelle elezioni politiche e comunali di Cosenza, dal 1990 al 1993.
Nella testimonianza resa al PM De Magistris, Tursi Prato avrebbe fatto riferimento, in particolare, ai rapporti fra l'imprenditore Antonio Saladino, il Presidente del Consiglio Romano Prodi e il Ministro della giustizia Clemente Mastella, oltre a politici calabresi.

di Olga Iembo

“Why not” è ferma

Si parla di un’indagine che, quando è stata tolta a De Magistris, era a un passo dalla sua conclusione per la parte più consistente, rispetto a cui, oltre tutto, i termini di durata delle indagini scadranno a breve. Un motivo ulteriore, questo, per pensare seriamente che dare un caso mastodontico come Why not in mano a qualcun altro ora significa decretarne uno stop e poi la “morte”. Si tratta di mere riflessioni, fatto sta che l’inchiesta è ferma, tutti gli atti di indagine sono fermi. Appena lunedì, giorno dal quale De Magistris non era più formalmente titolare del caso (anche se i circa 20 faldoni dell’inchiesta gli sono stati portati via a sua insaputa dall’ufficio tre giorni prima) è saltato l’interrogatorio di un nuovo teste chiave. Ieri, poi, non è stata effettuata la perquisizione, a quanto pare già disposta, nella sede del quotidiano dell’Udeur. Il partito, secondo le tesi accusatorie, sarebbe stato illecitamente finanziato da Mastella, grazie alla contabilità del giornale che avrebbe mascherato e giustificato l’afflusso di fondi. Una tesi, questa, che già ieri Francesco Viviano spiegava su “La Repubblica”. Proprio in risposta a quell’articolo, per parte sua, il quotidiano dei Popolari-Udeur ha respinto con forza ogni addebito, con un comunicato in cui il tesoriere nazionale dei Popolari- Udeur, Pier Paolo Sganga «smentisce che nelle casse del quotidiano Il Campanile siano mai giunti finanziamenti illeciti». Il tesoriere ha precisato inoltre di «essere subentrato in tale incarico in data 9 giugno 2006».



« Sconcertanti parole del testimone al pm. Come dire “ecco perché si è messo nei guai”

«Dottò, lei è andato al cuore del problema»

Lei ha messo mano, è andato al cuore del problema, cioè lei mette in discussione un problema, che guarda caso è la punta dell’iceberg della situazione...». E poi ancora: «Dottò lei è andato... non lo so, come si può dire? Il subacqueo che si butta giù, ad un certo punto ha scoperto questa città, questa bellissima città futura, dove naturalmente ad un certo punto le vengono davanti tutta una serie di di figure di persone che lei conosceva, conosce. Qui siamo in un sistema di potere enorme». Con questa “Atlantide” sommersa e inquietante Pino Tursi Prato, nuovo importante testimone dell’inchiesta “Why not”, descriveva al sostituto procuratore Luigi De Magistris, l’11 ottobre, “la Rete”, come lui stesso la definisce durante la deposizione, la “lobby”, il “comitato coperto”, che dir si voglia. Equivale a dire “il sistema”. Quel sistema che lo stesso magistrato assieme ai suoi collaboratori ha lentamente ma inesorabilmente delineato nel corso dei mesi con Why not. Quel sistema che l’altra teste chiave, Caterina Merante, ha chiamato “Comitato di San Marino”, ripetendo una definizione che sarebbe stata utilizzata da Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle opere in Calabria e principale indagato di Why not. Un sistema trasversale, completo, potente, strutturato e ramificato, in cui si è trovato il modo di incamerare e gestire il fiume di denaro che dall’Unione europea doveva arrivare a ribaltare le sorti di una Calabria sciagurata, di “usarlo” per tenere in pugno il mercato dei posti di lavoro, il “petrolio” di questa terra soggiogata. Scuotono per crudezza e realismo le parole del testimone, 54enne “politico navigato”, segretario provinciale e consigliere comunale col Partito socialista a Cosenza prima, poi consigliere regionale coi socialdemocratici, ex presidente della Asl di Cosenza, attualmente detenuto nel carcere di Vibo Valentia per una condanna definitiva a 6 anni per concorso esterno in associazione mafiosa (articolo 416 ter, voto di scambio), incastrato dal “boss” di Cosenza Francesco Pino. Sono parole da valutare con estrema prudenza, considerato il momento storico e la posizione del teste, ma parole che risulterebbero confortate da precedenti intercettazioni e che, comunque, al di là dell’accertamento di responsabilità che spetta alle autorità competenti, raccontano di una realtà che i calabresi non disconoscono. «In Calabria - spiega Tursi Prato - il sistema politico, il sistema istituzionale, dove prevale da una parte la trasversalità, la complicità, il sistema degli affari e degli accordi e dall’altra c’è l’individualismo, c’è l’arricchimento, l’individualismo personale e anche politico». Il politico riassume con efficacia assoluta in una sola frase «questo sistema che c’è in Calabria: “O sei con me o sei fuori”». “Una “presunta” realtà che le indagini hanno sondato, una “Rete” che - spiega il teste - «è uno stare insieme, pure che operiamo in diversi settori, è un modo per stare insieme, cioè quello che serve a me serve a te, diventa anche un discorso di interesse reciproco... È una forma di associazione abbastanza... dove c’è dentro anche il senso dell’appartenenza, questo è il ragionamento». «Sì - dice poi ancor più chiaramente - vi dico come funziona il sistema. Ci sono tutti, quando parliamo di tutti vuol dire tutti...». Questa “rete” è «trasversale », aggiunge parlando di rapporti «con la Comunità europea, con i vari Ministeri, con la politica locale tutta, con le istituzioni locali e sub regionali che ci sono stati in Calabria... poi c’è la Regione Calabria,... poi una parte della magistratura calabrese... ». «E naturalmente - ripete più oltre - qui è trasversale, qui diciamo opera su tutti i fronti, fra destra e sinistra, centro, e che naturalmente questo tipo di mentalità si riproduce anche diciamo fuori dalla Calabria». Parole tanto delicate quanto interessanti, cui l’ex consigliere regionale dà corpo con esempi di vicende precise e nomi. Parole a cui se ne dovevano aggiungere altre, ancora più importanti. Ma invece non succederà. Il testimone, da quando hanno tolto il caso a De Magistris, non collabora più.

DICEVA GIOVANNI FALCONE:
"Si muore, generalmente, perchè si è troppo soli o perchè si è entrati in un gioco troppo grande!".


I Magistrati, però, non si ammazzano solo con il tritolo c'è un'altra morte, più subdola: quella che deriva dall'isolamento da parte delle Istituzioni dello Stato e dalla Malapolitica.Pietro Tagliaferri


"Caso De Magistris": la vera posta in gioco

di Marco Del Gaudio
(Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli)

martedì 23 ottobre 2007

"La mafia? E' la prima azienda italiana"



"La mafia? E' la prima azienda italiana"Per Sos Impresa 90 mld di utili l'anno
ROMA - Con un utile annuo pari a 90 miliardi di euro, una cifra equivalente a cinque manovre finanziarie o, se si preferisce, alla somma di otto "tesoretti", l'"azienda mafiosa" si classifica al primo posto nella classifica dell'imprenditoria italiana. Un primato difficile da spodestare, dato che il giro d'affari che ruota intorno a sfruttamento della prostituzione, traffico di droga e armi, estorsione, rapine e usura non sembra conoscere crisi. Il rapporto sulla criminalità di "Sos Impresa" della Confesercenti delinea un quadro drammatico. In base ai dati raccolti, l'usura rappresenta la principale fonte di business criminale per la mafia, con circa 30 miliardi di fatturato. Il racket frutta ai clan 10 miliardi, 7 miliardi arrivano dai furti e dalle rapine, 4,6 dalle truffe, 2 dal contrabbando, 7,4 dalla contraffazione e dalla pirateria, 13 dall'abusivismo, 7,5 dalle mafie agricole, 6,5 dagli appalti e "solo" 2,5 dai giochi e dalle scommesse. Dati che fanno ancora più impressione, se messi in relazione a tutti gli organismi e ai cittadini coinvolti nel giro dell'illegalità. Il racket delle estorsioni coinvolge 160 mila commercianti italiani, con una quote di oltre il 20 per cento dei negozi e punte dell'80 per cento negli esercizi di Catania e di Palermo. I commercianti e gli imprenditori subiscono 1.300 reati al giorno, praticamente 50 l'ora.
La collusione degli imprenditori. "Uno degli elementi che colpisce maggiormente - sottolinea il documento - è l'espansione della cosiddetta "collusione partecipata", un fenomeno che investe il gotha della grande impresa italiana, soprattutto quella impegnata nei grandi lavori pubblici. Gli imprenditori preferiscono venire a patti con la mafia piuttosto che denunciare i ricatti". Confesercenti fa anche alcuni nomi di aziende che hanno "ceduto" alla criminalità. "Il colosso Italcementi - si legge nel rapporto - è uno di quelli che ha ceduto alla morsa, supportando maggiori costi, assumendosi numerosi rischi ed agevolando, così, l'espansione economica della cosca dei Mazzagatti. Anche per i lavori della Salerno-Reggio Calabria gli imprenditori sono stati costretti a trattare con le cosche calabresi. La Impregilo - sempre secondo Sos Impresa - aveva insediato nelle società personaggi che, secondo gli inquirenti "da sempre avevano avuto a che fare con esponenti della criminalità organizzata e con imprese di riferimento alle cosche". (22 ottobre 2007)


LOTTA ALLE MAFIE



"La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine.Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni"(Giovanni Falcone)


ALLA LUCE DI TUTTI PARCHEGGIO GIUSTIZIA!!!!!


Post di prossima pubblicazione
Pietro Tagliaferri

lunedì 22 ottobre 2007

No alla censura dei Blog !

codebase="http://macromedia.com/cabs/swflash.cab#version=6,0,0,0"
ID="flaMovie" WIDTH="180" HEIGHT="150">




FlashVars="title=Firma+per&petition=Salviamo+Internet+.+No+alle+tasse+e+alla+legge+Levi-Prodi+.&link=http%3A%2F%2Fwww.firmiamo.it%2Fsalviamointernet"
bgcolor=#FFFFFF WIDTH="180" HEIGHT="150"
TYPE="application/x-shockwave-flash">




Ci era rimasta solo la grande rete…
Ma evidentemente vogliono limitare anche quella…
Che il Governo si concentri su i numerosi siti pedopornografici
che nascono come i funghi, anzichè su i siti di gente
che ha voglia di esprimere
LIBERAMENTE, la propria opinione.


domenica 21 ottobre 2007

Post del Mugello


























Il Mugello non è terra di mafia ma la mafia c'è

La zona grigia del Mugello

Nel Mugello la mafia dai colletti bianchi, la mafia dei faccendieri e dei prestanome

sabato 13 ottobre 2007

Ringraziamo Arnald per averci donato la sua vignetta, che "abita" stabilmente nel blog www.diversamenteoccupati.it.



Heracleum blog & web tools

Bruno Tinti a RaiNews24-Parte 1a

Vi Propongo il video di una bella intervista del Procuratore Aggiunto di Torino, Bruno Tinti, a RaiNews24, andata in onda in diretta il 28 settembre u.s..

"La giustizia raccontata da chi la fà"
Lascio a tutti voi le più ampie riflessioni e commenti.

Questa è pultroppo la realtà quodidiana della nostra giustizia, provare per credere!!!!

Pubblicato da UGUALE PER TUTTI
venerdì 5 ottobre 2007

Una giustizia forte con i deboli e debole con i forti

Nella prima parte c'è anche una clip tratta dall'ultimo discorso per l'inaugurazione dell'anno giudiziario pronunciato dal Procuratore Generale di Milano Francesco Saverio Borrelli, con il suo invito a "Resistere, resistere, resistere".

Ha detto, fra l’altro, Bruno Tinti:

“Siamo un’azienda tarata per operare nei confronti di una parte specifica dei cittadini e dei non cittadini, anche degli extracomunitari. Comunque gli ultimi, i più indifesi. Quelli che commettono reati caratteristici di questa fascia della popolazione. Con gli altri, con quelli che commettono i reati tipici del vertice della società, quindi corruzioni, falsi in bilancio, reati fallimentari, con questi altri ci si mette d’accordo”.

“Non è un sistema giudiziario che può dare una risposta di legalità. E’ un sistema che ha finito con il non essere più efficiente nei confronti di nessuno che sia in grado di apprestare un minimo di difesa nei confronti del sistema. Siccome gli ultimi della società non sono in grado di apprestare alcuna difesa, è evidente che questi sono gli unici che ne subiscono la severità”.

“Abbiamo una legge penale in cui la pena è solamente finta. Anche quando un processo si conclude, supponiamo, con una sentenza definitiva, in realtà la pena che viene inflitta nella stragrande maggioranza dei casi non viene eseguita. E’ tutto finto”.

“La causa di tutto è l’insofferenza per il controllo di legalità da parte della classe dirigente del Paese. E’ questo che ha contribuito a creare un sistema giudiziario che ha queste caratteristiche. Perché è evidente che una giustizia razionale, efficiente e rapida può intervenire in maniera incisiva sui comportamenti delittuosi non solo degli ultimi, di chi ruba il formaggio al supermercato, ma anche dei vertici del Paese. E’ assolutamente indiscutibile; basta aprire un qualsiasi giornale alla cronaca giudiziaria, politica, culturale che fa seguito agli eventi di spicco che periodicamente si verificano nel nostro Paese per vedere delle reazioni micidiali da parte della classe dirigente e, in particolare, della classe politica all’ipotesi di essere in qualche modo coinvolti in un’inchiesta giudiziaria. Io continuo a ricordare con stupore, prima ancora che con indignazione, la frase del nostro Ministro degli Esteri (è inutile girarci intorno) che, stando ai giornali, ha detto: “Qui si vuole processare la classe dirigente”. Ma perché, la classe dirigente non va processata? Se mai, andrà assolta. All’esito di un processo nei suoi confronti come nei confronti di qualsiasi cittadino. Ma non si può pensare di avere un sistema processuale in grado di affrontare i gravi reati che vengono commessi in ogni società evoluta partendo dal presupposto che deve essere fatto in modo tale da assegnare il massimo delle garanzie alla classe politica”.

“E’ evidente che un sistema processuale efficiente per prima cosa metterebbe in qualche modo in discussione quest’area di impunità che circonda la classe dirigente del Paese”.


Bruno Tinti a RaiNews24 - Parte 2a

Una giustizia forte con i deboli e debole con i forti

mercoledì 10 ottobre 2007

Decisa in carcere la strategia della spartizione